E-commerce: come l’AI modifica l’esperienza d’acquisto

L'e-commerce corre verso il sorpasso sul retail fisico: gli italiani potrebbero acquistare online più che nei negozi tradizionali.

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I pagamenti digitali sono ormai una scelta abituale per gli italiani. Dalla ricerca La sfida della fiducia nel commercio digitale, realizzata da Nomisma per Visa Italia nell’aprile 2026 su un campione di 1.000 italiani di età compresa fra 18 e 70 anni, emerge che nel 2025 il 26% di loro ha effettuato la maggior parte dei propri acquisti online e un ulteriore 29% acquista in egual misura tra canale fisico e digitale, con il 35% degli under 29 che compra online almeno una volta alla settimana. La crescita di consumi stimata potrebbe portare entro il 2030 la spesa delle famiglie italiane fino ai 796 miliardi di euro, con una crescita del 18%. Al tempo stesso, la ricerca evidenzia come la crescente digitalizzazione comporti un aumento della complessità nella gestione della sicurezza dell’e-commerce, legata alla moltiplicazione dei canali di contatto, dei dati condivisi e delle credenziali utilizzate dai consumatori.

L’AI ridefinisce l’esperienza d’acquisto

In questo scenario, la tecnologia – e in particolare l’intelligenza artificiale – assume un ruolo sempre più centrale nel ridefinire l’esperienza d’acquisto, contribuendo a semplificare i processi, aumentare la personalizzazione e favorire l’accesso a informazioni e servizi. Guardando al 2030, lo studio delinea una trasformazione storica per il commercio italiano: secondo il modello elaborato, per la prima volta i consumi online potrebbero superare quelli fisici, con la quota digitale destinata a salire fino al 43% del totale, rispetto al 33% attuale. Nel quadro di crescente digitalizzazione, l’AI gioca un ruolo importante. I dati mostrano come stia entrando rapidamente nella vita quotidiana degli italiani: il 47% degli interpellati la utilizza già per attività lavorative e il 75% nella vita privata, con picchi del 73% e 94% rispettivamente tra gli under 29.

In continuo aumento l’uso dell’AI per gli acquisti

Se parliamo di acquisti, l’intelligenza artificiale viene impiegata principalmente per ricercare informazioni su prodotti e servizi (41%), confrontare alternative (33%) e richiedere consigli (23%). I benefici percepiti sono concreti: riduzione del tempo dedicato ad attività ripetitive (44%) e semplificazione delle operazioni quotidiane (40%). Il trend è destinato a intensificarsi: il 56% degli italiani interpellati dichiara che aumenterà la frequenza di utilizzo dell’AI per gli acquisti entro il 2030, mentre tra gli over 65 il 10% inizierà a utilizzarla entro lo stesso periodo. Se da un lato l’AI semplifica l’esperienza, dall’altro introduce fattori che influenzano la fiducia, poiché al crescere della familiarità con gli strumenti digitali aumentano anche la consapevolezza e la percezione dei rischi associati.

E-commerce – Un potenziale impatto sulla crescita economica

I fattori che condizioneranno la traiettoria futura del commercio digitale – inclusa la capacità dell’AI di renderlo più semplice ed efficace – potranno quindi avere un potenziale impatto sulla crescita economica. Lo studio indica che questa non si giocherà soltanto sulla tecnologia o sull’adozione di nuovi strumenti, ma sulla capacità dell’intero ecosistema di costruire e mantenere la fiducia dei consumatori attraverso un livello di sicurezza efficace e percepibile. Dallo studio emerge infatti che quando gli italiani giudicano affidabile un metodo di pagamento, lo fanno soprattutto in presenza di strumenti di autenticazione adeguati (citati dal 63% degli intervistati), di notifiche in tempo reale tramite push, SMS o e-mail (52%) e a fronte di un uso frequente senza esperienze negative.

Il commercio agentico

Secondo Stefano M. Stoppani, country manager di Visa Italia, l’interazione tradizionale dell’e-commerce, caratterizzata dalla selezione manuale dei prodotti, dal loro inserimento nel carrello e dal pagamento finale, sta cedendo il passo a sistemi di ricerca intelligenti. “I consumatori hanno iniziato da tempo a chiedere ai motori di ricerca evoluti di trovare specifici capi di abbigliamento o soluzioni di viaggio, per poi confrontare i risultati in un secondo momento e procedere autonomamente al saldo. Il commercio agentico compie un passo ulteriore, eliminando anche l’ultimo intervento manuale del compratore. Non si tratta di una proiezione futuristica a lungo termine, ma di una realtà che si sta già concretizzando attraverso agenti virtuali autorizzati che conoscono abitudini, gusti, scadenze familiari e preferenze individuali”.

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Stefano M. Stoppani, country manager di Visa Italia, spiega le moderne interazioni dell’e-commerce

La sfida della fiducia digitale

L’automazione totale introduce tuttavia un elemento di complessità sistemica che oscilla tra l’efficienza e la vulnerabilità. Secondo il country manager di Visa Italia, questo scenario genera un evidente paradosso poiché il commercio diventa straordinariamente più potente grazie alla tecnologia, ma al tempo stesso si rivela più fragile, poggiandosi interamente sui concetti di delega e affidabilità. La transizione verso modelli in cui l’intelligenza artificiale comunica direttamente con altre strutture digitali espone il fianco a minacce sofisticate e a nuove tipologie di reati informatici, dove i malintenzionati sfruttano i medesimi strumenti avanzati per ingannare i sistemi. La trasformazione investe anche il valore e la percezione stessa dei marchi sul mercato: quando la scelta d’acquisto non viene più compiuta direttamente dall’individuo ma viene filtrata da un software delegato, i brand devono ridefinire le proprie strategie per rimanere rilevanti agli occhi di un decisore automatizzato.

Centrale il ruolo delle grandi infrastrutture di pagamento

In questo scenario di fluidità tecnologica, la governance dei processi diventa l’unica strada percorribile per evitare che la fragilità strutturale comprometta lo sviluppo economico. La chiave per governare il cambiamento non risiede nel freno all’innovazione, ma nella costruzione di una rete di sicurezza condivisa da tutti gli attori dell’ecosistema, dai consumatori agli istituti di credito, dagli esercenti agli abilitatori tecnologici. Come spiega Stoppani: “Senza fiducia tu non riesci a governare la tecnologia che sta cambiando il commercio radicalmente”. Il ruolo delle grandi infrastrutture globali di pagamento diventa quindi fondamentale non solo per garantire il corretto instradamento dei flussi finanziari, ma per iniettare sicurezza in un sistema esposto a continue sollecitazioni. La capacità di anticipare le minacce digitali, come la creazione istantanea di piattaforme di vendita fraudolente, determina la stabilità dell’intero mercato online.

E-commerce – L’online è il motore dell’innovazione

Per Luca Gagliardi, head of consulting e analytics di Visa Italia, la semplificazione delle transazioni sta modificando la percezione stessa del canale digitale. “L’eliminazione degli attriti nei pagamenti, la possibilità di concludere acquisti con un singolo gesto e la crescente delega decisionale ai sistemi di intelligenza artificiale indicano che l’online ha superato lo status di opzione alternativa. Il commercio virtuale si è trasformato nel motore trainante dell’innovazione e della crescita economica, ridefinendo il modo in cui i consumatori scoprono e sperimentano nuove forme di consumo. La digitalizzazione del Paese mostra segnali di forte accelerazione, posizionando l’Italia come un terreno fertile per la sperimentazione di soluzioni avanzate”.

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E-Commerce: Ersilia di Tullio e Luca Gagliardi

Definire i nuovi protocolli operativi

In merito ai test condotti sulle nuove frontiere transazionali, Luca Gagliardi afferma: “Siamo apripista in Europa, stiamo lavorando con più di 20 istituzioni finanziarie per fare dei test, per proprio andare a completare e realizzare transazioni che nel gergo si chiamano transazioni agentiche”. Questa sperimentazione mira a definire i protocolli operativi di un futuro che sta già diventando presente, cercando di coniugare la naturale richiesta di fluidità del cliente con le imprescindibili necessità di controllo dei fornitori di servizi finanziari. Il bilanciamento tra la comodità di un pagamento istantaneo e l’assoluta sicurezza della transazione richiede investimenti costanti in tecnologie protettive e sistemi di cifratura avanzati capaci di tutelare l’identità dell’utente senza appesantire la sua esperienza d’uso.

Verso l’equilibrio tra commercio fisico e digitale

Ersilia Di Tullio, head of strategy advisory di Nomisma, illustra gli scenari macroeconomici derivanti dai modelli predittivi sviluppati per i prossimi anni, evidenziando una progressiva transizione verso un perfetto equilibrio tra il commercio fisico e quello digitale. Le stime indicano che il valore complessivo dei consumi non ricorrenti degli italiani vedrà una redistribuzione delle quote di mercato, portando i due canali a equivalersi e proiettando l’online verso un leggero sorpasso entro la fine del decennio. Questa evoluzione non implica la scomparsa dei punti vendita tradizionali, bensì una loro profonda integrazione strategica con le piattaforme virtuali, imponendo agli operatori commerciali la necessità di presidiare entrambi i canali con la medesima efficacia per intercettare un consumatore sempre più abituato a muoversi in un ambiente ibrido.

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L’E-commerce potenzia le capacità delle imprese

E-commerce – L’AI riduce la vulnerabilità del mercato digitale

In merito alle dinamiche di sicurezza e alla percezione del rischio di frode da parte dei cittadini, Di Tullio osserva: “Gli italiani hanno la consapevolezza che l’intelligenza artificiale c’è ed è prevalentemente un’amica, ma può essere usata anche in maniera distorta”. Sebbene la coscienza della complessità del sistema generi un diffuso senso di inadeguatezza individuale di fronte a minacce tecnologiche avanzate, gli utenti ripongono una forte aspettativa nelle contromisure infrastrutturali. La percezione di essere maggiormente esposti rispetto al passato si accompagna alla fiducia che l’evoluzione tecnologica dei sistemi di protezione possa progressivamente ridurre la vulnerabilità complessiva del mercato digitale, agendo come elemento di congiunzione tra l’emotività del consumatore e l’affidabilità delle transazioni.