Tecnologia, processi, cultura: Andrea Gattia di Atlantic Technologies

Se tecnologia, processi e persone evolvono insieme, l’Intelligenza Artificiale smette di essere un progetto isolato e diventa parte integrante del modello operativo aziendale.

trasformazione digitale

Intervistiamo Andrea Gattia, Responsabile di Delivery in Atlantic Technologies e Salesforce Platforms Director in Engineering Group, che ci parla di trasformazione digitale.

A distanza di qualche anno dall’emergere dell’AI su larga scala, la sfida per le aziende è come trasformarla in una leva di crescita e innovazione, capace di produrre risultati concreti e misurabili in termini di efficienza, qualità delle decisioni e relazioni con i clienti.

– Quanto pesa l’Intelligenza Artificiale nelle strategie di investimento delle aziende?

L’Intelligenza Artificiale è sempre più centrale nelle strategie di crescita delle imprese. In soli dodici mesi, la percentuale di organizzazioni che dichiara di utilizzare regolarmente la GenAI è quasi raddoppiata, raggiungendo il 65%. Un trend confermato anche dalla ricerca “Global Tech Agenda 2026” di McKinsey & Company, condotta su oltre 600 Chief Information Officer e leader tecnologici a livello globale: per il 50% delle aziende l’AI rappresenta oggi una priorità di investimento per i prossimi due anni. Eppure, i dati ci dicono che la sua diffusione non sempre si traduce in risultati concreti. Molte organizzazioni restano bloccate nella fase pilota: si stima che circa il 95% delle aziende rischi di non riuscire a scalare davvero l’AI.
Questo succede perché, come spesso accade, implementare una tecnologia va ben oltre la sua semplice adozione. Coinvolge l’intero modello operativo: ecosistema IT, processi e persone. Siamo, inoltre, di fronte a un disallineamento tra ciò che il mercato offre e ciò di cui le aziende hanno realmente bisogno. Per colmare questo gap serve un cambio di paradigma: l’AI deve diventare parte di una cultura data-driven.

– Quali sono le azioni che mettete in atto per aiutare le aziende a fare questo cambio di paradigma?

In Atlantic lavoriamo su tre direttrici principali. La prima è l’allineamento: leadership, IT e business devono parlare la stessa lingua su opportunità e limiti dell’AI. La seconda è far emergere in anticipo le barriere strutturali, come il livello di maturità architetturale, la qualità dei dati e la readiness dei processi, evitando di avviare iniziative o sviluppi in mancanza delle condizioni necessarie per generare valore.
Da ultimo, la creazione di basi per una direzione strategica chiara e misurabile, definendo KPI e priorità. Senza questi elementi, infatti, diventa difficile valutare l’impatto e parlare concretamente di ROI, nonché governare le naturali complessità che il nuovo paradigma presenta.
Ma non c’è una ricetta unica per la trasformazione digitale delle aziende: ogni organizzazione parte da un livello diverso di maturità tecnologica e culturale, e questo influisce profondamente sulle strategie da adottare.
In alcuni casi il nostro lavoro consiste nell’integrare in modo efficace le funzionalità AI già presenti nelle piattaforme aziendali, valorizzandole nei processi esistenti. In altri, invece, il punto di partenza è più strategico: affiancare i CIO nella definizione di un percorso strutturato di introduzione dell’Intelligenza Artificiale a livello aziendale.

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– Nelle aziende più mature, l’AI Agentica sta diventando la direttrice principale: come si sta concretizzando questa evoluzione?

Esatto, le aziende più avanzate stanno investendo nell’AI Agentica.
L’Intelligenza Atificiale non è più un singolo strumento, ma sta diventando un vero ecosistema collaborativo, in cui agenti AI orchestrati lavorano insieme a persone, processi e dati per generare valore concreto. Quando questa collaborazione funziona correttamente, l’AI diventa anche uno strumento chiave per migliorare l’esperienza del cliente, rendendo le interazioni più rapide, personalizzate e soddisfacenti.
Le difficoltà legate alla sua implementazione però non mancano. Il nodo principale riguarda soprattutto il modo in cui le persone imparano a interagire con gli agenti AI, comprendendone le potenzialità e integrandoli nei processi quotidiani in modo efficace e consapevole.

– Concretamente come accompagnate le aziende in un’adozione sostenibile e scalabile dell’Intelligenza Artificiale?

I nostri pilastri per accompagnare le aziende in un’adozione dell’AI sostenibile e scalabile sono quattro e si snodano lungo un percorso completo e modulato: creiamo le basi per l’adozione valutando dati, processi e casi d’uso a maggior impatto; trasformiamo la strategia in risultati concreti, integrando le soluzioni AI nei processi aziendali; supportiamo l’uso diffuso di questa tecnologia attraverso formazione, engagement e cambiamento culturale; stimoliamo l’innovazione continua, assicurando che l’Intelligenza Artificiale generi valore reale e duraturo per il business.

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– Uno degli ambiti in cui è più visibile l’impatto dell’AI e che citavi prima è la customer experience. Ci puoi descrivere in che modo verrà ridisegnata?

L’AI consente di fornire risposte rapide e coerenti a favore della trasformazione digitale, anche alle richieste più articolate, migliorando l’efficienza del servizio clienti. Allo stesso tempo rende possibile creare esperienze maggiormente personalizzate, grazie a strumenti di self-service evoluti e agenti virtuali sempre più sofisticati.
Pensiamo che il modello vincente sia però “human in the loop”, ovvero un modello in cui l’Intelligenza Artificiale supporta l’operatore umano senza sostituirlo, lasciando alle persone le attività dove empatia, contesto e capacità decisionale fanno davvero la differenza.

– Quando l’AI smette di essere un progetto sperimentale e diventa parte integrante dell’azienda?

Quando viene abilitato un nuovo modo di lavorare, ripensato il modo in cui un’organizzazione prende decisioni, automatizza i processi e costruisce la relazione con i clienti.
Se tecnologia, processi e persone evolvono insieme, l’Intelligenza Artificiale smette di essere un progetto isolato e diventa parte integrante del modello operativo aziendale.
Per raggiungere questo obiettivo, è importante farsi supportare da un partner esperto, in grado di guidare l’adozione dell’AI in modo strutturato e concreto, assicurando che tecnologia e persone lavorino insieme per generare valore reale.