Droni, il mercato italiano vale 118 milioni di euro ed è in crescita

Obiettivo per il 2030 è quello di poter disporre di droni taxi in grado di operare a Roma, Milano, Venezia.

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L’Osservatorio Droni e Mobilità Aerea Avanzata analizza il mercato professionale dei droni che supera i livelli pre-Covid e ora vale 118 milioni di euro ed è in crescita. Un valore di tutto rispetto, simile a quello di Germania e Portogallo e superiore ad altri sei Paesi europei, tra cui anche la Francia. Lo rileva la ricerca dell’Osservatorio Droni e Mobilità Aerea Avanzata della School of Management del Politecnico di Milano, presentata durante il convegno “Strategie e investimenti: un boost per la drone economy”.

“Strategie e investimenti: un boost per la drone economy

Le imprese del settore in Italia sono 706, mentre si contano quasi 60.000 droni registrati sul portale d-flight dal 2020 ad oggi. Gli operatori registrati e attivi in piattaforma a dicembre 2022 sono 87.007. Buone notizie anche sul fronte delle autorizzazioni per voli BVLOS, condotti a una distanza che non consente al pilota remoto di rimanere in contatto visivo diretto e costante con il drone. ENAC ha autorizzato 27 sperimentazioni nel 2022, contro le 11 del 2021.

Droni, la situazione del mercato italiano

A livello mondiale, le applicazioni di droni censite tra il 2019 e il 2022 sono 1.137, +27% nel 2022. Nel segmento operativo i casi applicativi sono 823, il 72% del totale. Le principali applicazioni riguardano ispezioni e sopralluoghi (43%), sicurezza e sorveglianza (18%) e ricerca-soccorso (12%). I progetti di Advanced Air Mobility (AAM), con droni più grandi in grado di effettuare trasporti di beni e persone, sono 314 (il 28% del totale). L’82% riguarda il trasporto di merci con droni e il restante 18% il trasporto di persone. Si tratta di un settore che sta attirando grandi investimenti, ma che non ha ancora iniziato a generare profitti per le imprese interessate.

Gli investimenti

Anche se nel 2022 si è tenuto il primo test di volo di eVTOL, droni elettrici caratterizzati da decollo e atterraggio verticale, per trasporto persone presso l’Aeroporto di Roma Fiumicino. L’obiettivo è realizzare le prime dimostrazioni nel 2024, a Roma, in occasione del Giubileo e di rendere operativo il servizio nel 2030 con la possibilità di trasportare passeggeri in 20 minuti dall’aeroporto al centro cittadino. Il test ha rappresentato anche l’inaugurazione del primo vertiporto italiano, uno dei 6 attualmente attivi a livello mondiale. In Italia, oltre a Roma, stanno lavorando a queste infrastrutture anche Milano e Venezia.

Il mercato professionale dei droni

Marco Lovera, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Droni e Mobilità Aerea Avanzata
Il 2022 è stato un anno cruciale per il mercato professionale dei droni. Da un lato il valore del mercato operativo non è ancora esploso e il mercato dell’Advanced Air Mobility non ha ancora iniziato a generare ricavi per le imprese. Però diversi Paesi europei e l’Unione Europea stessa hanno iniziato a delineare strategie e roadmap per l’introduzione di servizi con droni.

Sono cresciute le sperimentazioni, sono nati ecosistemi in grado di mettere a fattor comune le competenze dei singoli attori. Inoltre le imprese hanno iniziato a comprendere in modo più chiaro i benefici che questa tecnologia può portare alle loro attività.

Droni, il mercato italiano vale 118 milioni di euro ed è in crescita

Le aspettative delle imprese

Delle 706 imprese attive nel mercato italiano nel 2022, l’81% è un operatore, l’8% un produttore di piattaforma. Il restante 11% si ripartisce tra distributori, produttori di software, integratori e produttori di payload. Nell’ultimo anno è notevolmente aumentata la consapevolezza verso i benefici che la tecnologia può offrire. Solo il 14% delle imprese ha difficoltà nel comunicare i benefici della tecnologia nel rapporto con i clienti. Allo stesso modo, il 35% sostiene che i clienti abbiano scarsa conoscenza delle possibili applicazioni, contro la metà delle aziende di due anni.

Normative e regolamento

Il Regolamento Europeo Droni, entrato in vigore il 31 dicembre 2020, era stato accolto positivamente dalle aziende del settore. Negli ultimi due anni, però, il ritardo nella sua piena applicabilità ha frenato diverse attività. Più recentemente, la proposta di alcune regolamentazioni aggiuntive sta sollevando qualche preoccupazione circa un eccessivo irrigidimento.

Il mercato italiano dei droni vale 118 milioni di euro

Meno del 10% delle imprese italiane è in grado di offrire potenzialmente i servizi richiesti dal Regolamento U-Space entrato in vigore dal 26 gennaio 2023. Esso mira a identificare zone geografiche in cui le operazioni con UAS, Unmanned Aerial System, sono consentite solamente con l’ausilio di servizi U-Space. E quasi il 30% delle aziende non ha piena consapevolezza della necessità di dover sottoscrivere un contratto con uno U-Space Service Provider per poter operare in una porzione di spazio aereo U-Space.

I piccoli droni

Nel segmento operativo si contano 823 casi applicativi a livello mondiale. Le principali applicazioni riguardano le ispezioni e i sopralluoghi, la sicurezza e la sorveglianza e la ricerca e il soccorso. Tra i settori, l’utilizzo è soprattutto nella Pubblica Amministrazione, salvaguardia ambientale, intrattenimento e i media. Rispetto agli anni precedenti, iniziano ad affacciarsi sul mercato anche applicazioni che prevedono il contatto del drone con superfici o oggetti,. Alcuni esempi in ambito agricolo riguardano la raccolta di frutti o di olive dalle piante.

Il trasporto di merci e persone

Il segmento costituito da droni grandi conta 314 applicazioni, di cui l’82% riguarda il trasporto di merci con droni e il restante 18% il trasporto di persone. L’Italia è al secondo posto per numero di casi, dopo gli Stati Uniti, seguita dal Regno Unito e dall’Australia. Anche nel mercato italiano stanno iniziando ad affacciarsi droni di dimensione molto importante (superiore ai 100kg di peso al decollo) utili per lo sviluppo di servizi in ottica di Advanced Air Mobility. Nel corso del 2022 sono stati registrati su d-flight 5 UAS con queste caratteristiche, di cui 2 europei e 3 cinesi.

Il contesto europeo

L’ecosistema italiano risulta essere ben posizionato rispetto ad alcuni importanti mercati europei. Secondo gli 11 Paesi rispondenti alla survey erogata con JEDA, il valore del mercato professionale italiano è paragonabile a quello di Germania e Portogallo e superiore rispetto a quello di altri 6 Paesi tra cui la Francia. Anche in termini di numero di attori, il nostro ecosistema risulta essere più ampio rispetto a quello di 8 Paesi, anche se più piccolo rispetto ai mercati francese e finlandese.

I problemi normativi risultano essere i principali ostacoli allo sviluppo del mercato, in particolar modo per i tempi di autorizzazione non idonei all’erogazione dei servizi. Oltre la difficoltà nell’ottenere autorizzazioni per effettuare le sperimentazioni. Un altro problema fortemente sentito è la mancanza di fondi o incentivi governativi a livello nazionale per attivare progetti innovativi. Una possibile fonte di finanziamento alternativa è rappresentata dal programma UE Horizon Europe.

L’aspetto normativo del mercato italiano dei droni

Anche sul fronte normativo e strategico, il nostro Paese è ben posizionato. L’ENAC è stata una delle prime autorità aeronautiche ad aver emanato, a fine 2013, una regolamentazione sul settore. Inoltre è la prima in Europa ad aver steso un Piano Strategico Nazionale per lo Sviluppo della Mobilità Aerea Avanzata. Degli 11 Paesi europei rispondenti alla survey erogata in collaborazione con JEDA, solamente la Germania, oltre all’Italia, ha già sviluppato un piano. Francia e Irlanda lo stanno realizzando, il Portogallo ha un forte interesse sul tema. Mentre i restanti sei Paesi pensano che questo mercato sia ancora troppo immaturo per investire.