Quali sfide per affrontare la sovranità nell’intelligenza artificiale

Per la maggioranza dei dirigenti europei cambiare il principale fornitore o modello di AI sarebbe difficile.

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La ricerca di IBM ha analizzato le sfide che le imprese europee devono affrontare nel percorso da intraprendere verso l’intelligenza artificiale, diventata un imperativo aziendale per le imprese nella regione EMEA, la maggior parte rimane bloccata in sistemi di AI che non possono facilmente cambiare. Inoltre molte mancano di conoscenza delle proprie dipendenze da fornitore, modello e infrastruttura.  L’83% degli amministratori delegati ritiene ormai indispensabile garantire la sovranità dell’AI nelle strategie aziendali. Il tutto in un contesto politico europeo in rapida evoluzione. Per questo i leader si trovano sotto una pressione crescente per mostrare come vengono gestiti i dati e come operano i sistemi.

L’importanza della sovranità, cosa dicono i dati

Sulla base delle informazioni raccolte da 370 dirigenti senior nell’area EMEA e 1.000 a livello globale, lo studio “The Calculus of AI Sovereignty” rivela che solo il 10% degli intervistati (14% in Italia) in EMEA ha una solida comprensione delle dipendenze in termini di fornitori di AI, modelli e infrastrutture. La flessibilità operativa è essenziale per garantire resilienza in un contesto di continue interruzioni globali.

Il 73% degli intervistati in EMEA (66% in Italia) ha ammesso che sarebbe difficile cambiare il proprio principale fornitore o modello di AI. Inoltre, il 70% dei dirigenti della regione (52% in Italia) afferma che rispettare i requisiti di residenza e sovranità dei dati nelle diverse aree geografiche è complesso. Inoltre crea difficoltà nello spostamento dei sistemi di AI o dei dati tra diversi ambienti.

Essere liberi di scegliere è una priorità

Il 71% in Europa (64% in Italia) accetterebbe un aumento dei costi del 20% pur di mantenere il rapporto con i fornitori di AI, se ciò migliorasse la flessibilità strategica. La maggioranza dei dirigenti europei intervistati afferma che, se il proprio fornitore di AI subisse un’interruzione di sette giorni o più, l’impatto sarebbe grave o critico. Le organizzazioni intervistate hanno riportato una media di sette interruzioni operative legate all’AI negli ultimi due anni, causate dai servizi dei propri fornitori. In Italia i leader hanno dichiarato che la principale causa di queste interruzioni è dovuta a violazioni di sicurezza e dei dati.

Le sfide ai dirigenti europei della sovranità nell’intelligenza artificiale

Ana Paula Assis, Senior Vice President e Chair, EMEA e APAC di IBM
Questo report mostra che solo una piccola parte dei dirigenti oggi comprende realmente le proprie dipendenze in ambito AI. Il divario tra adozione e controllo si sta ampliando proprio nel momento in cui l’AI diventa indispensabile. Per le imprese, la combinazione di tecnologia open source e controllo è ciò che consente una sovranità selettiva. Ossia ottenere il giusto livello di autorità dove più conta, senza sostenere i costi di un’indipendenza totale ovunque.

La realtà operativa

La maggior parte delle organizzazioni intervistate descrive i propri ambienti di AI come intenzionalmente multi‑vendor (73%). Perà la diversità dei fornitori, nella pratica, sembra essere guidata meno da una strategia deliberata e più da realtà operative e interne:

  • Le decisioni indipendenti delle singole business unit (68%) e le necessità geografiche (67%) emergono come principali fattori.
  • Anche la complessità dei sistemi legacy è citata diffusamente (53%), riflettendo fusioni, acquisizioni e decisioni storiche. Comuni nelle organizzazioni, ma più raramente il fattore determinante.

Come affrontare la sovranità nell’AI

La ricerca ha, inoltre, rilevato che le organizzazioni a livello globale con capacità più avanzate di controllo dell’AI registrano meno tempi di inattività e proteggono il 55% in più dei profitti operativi dalle interruzioni legate all’AI. Tuttavia, solo una minoranza delle imprese intervistate (7% Italia compresa) opera a questo livello. Indicando un divario crescente tra chi sta costruendo sistemi di AI adattabili e chi è limitato dalle dipendenze.