Oracle Java 26: si tratta dell’ultima versione del linguaggio di programmazione e piattaforma di sviluppo oggi ampiamente diffuso.
Questo pacchetto porta con sé numerosissime ottimizzazioni e miglioramenti del codice per consentire una maggiore produttività agli sviluppatori e per agevolare l’integrazione di funzionalità di intelligenza artificiale e crittografia nelle applicazioni.
Georges Saab, senior vice president di Oracle Java Platform e presidente dell’OpenJDK Governing Board
Sono più di 30 anni che Java svolge un ruolo fondamentale come tecnologia essenziale per le aziende, costituendo la spina dorsale dei loro stack e consentendo di sviluppare applicazioni e servizi potenti, affidabili e sicuri. Le nuove funzionalità di Oracle Java 26 riflettono la volontà di Oracle di aiutare i propri clienti a sfruttare l’AI e la crittografia per sviluppare applicazioni che accelerino la crescita del business. Con l’introduzione del JVP, gli sviluppatori possono semplificare i propri progetti utilizzando una raccolta affidabile di strumenti supportati da Oracle, tra cui Helidon, un framework Java rapido e leggero per la creazione di microservizi ad alte prestazioni e applicazioni basate sull’AI.
JEP 530: Primitive Types in Patterns, instanceof, and switch (Fourth Preview)
Questa componente aiuta gli sviluppatori ad aumentare la produttività e semplificare lo sviluppo di applicazioni che integrano inferenza AI, rendendo Oracle Java più uniforme ed espressivo. Elimina diverse limitazioni relative ai tipi primitivi e perfeziona la definizione di “esattezza incondizionata”, applicando controlli di ridondanza più rigorosi nei costrutti switch.
JEP 522: G1 GC: Improve Throughput by Reducing Synchronization: aiuta gli sviluppatori a elaborare più lavoro in meno tempo migliorando l’efficienza della memoria. Riduce la sincronizzazione tra i thread dell’applicazione e quelli del garbage collector, aumentando il throughput con il garbage collector G1. Grazie a un’esecuzione più rapida e alla possibilità di supportare un numero maggiore di utenti senza hardware aggiuntivo, Java migliora l’efficienza, riduce i costi dell’infrastruttura e offre un’esperienza utente più fluida. Funzionalità di Project Leyden.
JEP 516: Ahead-of-Time Object Caching with Any GC: aumenta la produttività degli sviluppatori e l’efficienza delle risorse accelerando il tempo di avvio delle applicazioni Java con qualsiasi garbage collector (GC). Consente il caricamento sequenziale in memoria di oggetti Oracle Java pre-inizializzati e memorizzati nella cache, a partire da un formato neutro e indipendente dal GC. Inoltre, migliora la cache ahead-of-Time, permettendo alla Java HotSpot Virtual Machine di ridurre i tempi di avvio e di warm up e di essere utilizzata con qualsiasi garbage collector, incluso ZGC a bassa latenza. Ciò consente agli sviluppatori di ridurre i ritardi di avvio delle applicazioni, scalare più rapidamente e offrire una migliore esperienza utente.
Librerie
JEP 500: Prepare to Make Final Mean Final: aiuta gli sviluppatori a migliorare la sicurezza e l’affidabilità delle applicazioni impedendo modifiche non intenzionali, manomissioni o errori accidentali nei sistemi aziendali Genera avvisi quando la deep reflection viene utilizzata per modificare campi “final” e consente agli sviluppatori di modificarli solo quando strettamente necessario, evitando sia gli avvisi attuali sia le future restrizioni. Questa modifica fondamentale rafforza il principio di “Integrity by Default” di Java, volto a proteggere dati sensibili e logiche di business, ridurre i rischi nascosti e diminuire la probabilità di bug o vulnerabilità di sicurezza.
JEP 517: HTTP/3 for the HTTP Client API: aiuta gli sviluppatori ad aumentare la produttività rendendo più semplice scrivere codice che interagisce con server Aggiorna HTTP Client API per supportare il protocollo HTTP/3, consentendo a librerie e applicazioni di interagire con server HTTP/3 con modifiche minime al codice. Eliminando questi comuni colli di bottiglia e consentendo un recupero dei dati più rapido con minore latenza, aiuta microservizi e applicazioni Oracle Java basate su API a ottenere prestazioni superiori e connessioni di rete più affidabili.
JEP 526: Lazy Constants (seconda preview): aiuta gli sviluppatori ad aumentare la produttività e l’efficienza delle risorse offrendo maggiore flessibilità nel momento di inizializzazione, cosa particolarmente utile per applicazioni basate sui dati e sull’AI. Tramite una nuova API per le Lazy Constants, vale a dire oggetti che contengono dati non modificabili, la Java Virtual Machine (JVM) tratta le lazy constants come vere e proprie costanti, garantendo così le stesse prestazioni della dichiarazione di un campo come “final”. Inoltre, consente alle applicazioni Java e ai relativi servizi cloud-native e basati sull’intelligenza artificiale di avviarsi più rapidamente e di utilizzare le risorse di calcolo in modo più efficiente, aiutando gli sviluppatori a realizzare implementazioni agili e scalabili, che si traducono in risparmi sui costi e in una migliore esperienza per gli utenti finali.
JEP 525: Structured Concurrency (sesta preview): aiuta gli sviluppatori a migliorare gestibilità, affidabilità e osservabilità del codice multithread, con vantaggi significativi per la scalabilità e la resilienza dei carichi di lavoro AI e cloud Semplifica la programmazione concorrente tramite un’API di Structured Concurrency che tratta gruppi di attività correlate eseguite su thread diversi come un’unica unità di lavoro, contribuendo a ridurre rischi comuni legati alla cancellazione o all’arresto, come perdite di thread o ritardi nella cancellazione.
JEP 529: Vector API (11° Incubator): aiuta gli sviluppatori a migliorare le prestazioni e l’efficienza in termini di costo delle applicazioni Java, consentendo loro di fornire maggiori informazioni e valore aggiunto con meno risorse hardware. L’API vettoriale esprime calcoli vettoriali che, in fase di esecuzione, vengono compilati in modo affidabile in istruzioni vettoriali ottimali sulle architetture CPU supportate, garantendo un’elaborazione più veloce per l’analisi dei dati, l’inferenza AI e i carichi di lavoro di calcolo scientifico. Ciò consente agli sviluppatori di ottenere prestazioni superiori rispetto ai calcoli scalari equivalenti, spesso utilizzati negli scenari di inferenza AI e di calcolo.
Librerie di sicurezza
JEP 524: PEM Encodings of Cryptographic Objects (seconda preview): aiuta gli sviluppatori a migliorare la produttività e rafforzare la sicurezza delle applicazioni Java tramite i formati di sicurezza più diffusi, grazie a una nuova API di codifica. L’API codifica gli oggetti che rappresentano chiavi crittografiche, certificati ed elenchi di revoca dei certificati in un formato di trasporto della posta elettronica ampiamente utilizzato e dotato di funzionalità avanzate per la tutela della privacy, per poi ricodificarli nuovamente in oggetti. Ciò riduce il rischio di errori, semplifica la conformità e migliora la portabilità e l’interoperabilità delle applicazioni Oracle Java sicure, ottimizzando la configurazione e l’integrazione della crittografia per soddisfare i requisiti aziendali, le esigenze cloud e le normative.
Funzionalità di Clean-Up
JEP 504: Remove the Applet API: aiuta gli sviluppatori a ridurre le proprie impronte di installazione e codice sorgente e a migliorare prestazioni, stabilità e sicurezza delle applicazioni eliminando l’Applet API, obsoleta per la rimozione in JDK 17 e non più parte della piattaforma.
Ulteriori miglioramenti in termini di sicurezza, affidabilità e prestazioni
Oltre alle 10 JEP, Java 26 introduce decine di aggiornamenti che aiutano le organizzazioni a migliorare sicurezza, affidabilità e prestazioni delle applicazioni. Con Java 26, le organizzazioni possono ora semplificare la crittografia sicura grazie alla crittografia a chiave pubblica ibrida (HPKE) conforme agli standard del settore, rendere le proprie supply chain “a prova di futuro” con la firma dei file JAR predisposta per l’era post-quantistica e beneficiare di un supporto migliorato per gli standard globali grazie agli aggiornamenti a Unicode 17.0 e CLDR v48. Inoltre, controlli potenziati per gli algoritmi crittografici e gli archivi di chiavi legacy rafforzano ulteriormente la sicurezza e la conformità, consentendo alle organizzazioni di modernizzarsi in tutta tranquillità.
Prestazioni e affidabilità delle applicazioni migliorano grazie a numerosi aggiornamenti aggiuntivi, che consentono tempi di avvio più rapidi della JVM, una garbage collection più efficiente, una compilazione C2 JIT ampliata e una gestione heap più intelligente. Inoltre, sviluppatori e amministratori possono aumentare la produttività grazie a nuove funzionalità, tra cui il caricamento di file in base alla regione in HttpClient, una creazione delle immagini di runtime più rigorosa, un’API migliorata per le metriche della JVM e una nuova modalità scura per JavaDoc.
Le funzionalità della versione Java 26 sono frutto della stretta e continuativa collaborazione fra Oracle e gli altri membri della community globale di sviluppatori Oracle Java, tramite OpenJDK e Java Community Process (JCP).
Tante altre novità
- Reintroduzione del supporto commerciale per JavaFX per soddisfare la richiesta
- Il nuovo Oracle Java Verified Portfolio offre una selezione accurata di strumenti di livello enterprise
- Oltre al supporto commerciale JavaFX, JVP include il supporto Oracle sia per Helidon che per Oracle Java Platform Extension for Visual Studio Code.
- Supporto della community globale di Java con l’innovazione nel cloud






