Extended Reality, soluzioni sempre più evolute ma non sempre adottate

Una barriera all’adozione rimane lo scarso livello medio di conoscenza di queste tecnologie.

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Secondo l’Osservatorio XR Technologies&Immersive Experience del Politecnico di Milano, nonostante l’evoluzione delle soluzioni di Extended Reality, l’adozione da parte delle aziende rimane per ora piuttosto limitata. In base a una ricerca dell’Osservatorio sono molte le novità nell’offerta del settore. Nel corso del 2025 anno sono stati lanciati 17 nuovi dispositivi, tra visori per la realtà virtuale/mista (come il Samsung Galaxy XR) e smart glasses (come i RayBan Meta Display). Grazie ai quali oggi sul mercato se ne contano complessivamente 93. E sono rilevanti gli sviluppi nel software, con l’arrivo del nuovo sistema operativo Android XR e l’interesse crescente verso l’integrazione tra XR e digital twin. Inoltre, nell’XR è entrata a pieno titolo l’AI, con nuovi dispositivi AI Native e nuove opportunità di sviluppo. Crescono anche gli utenti attivi sui mondi virtuali pubblici di gaming, come Roblox.

Cosa pensano le aziende dei progetti di Extended Reality

A fronte di un’offerta in rapida evoluzione, però, l’adozione delle soluzioni XR da parte delle aziende rimane limitata. In Italia dal 2020 ad oggi si contano complessivamente 735 progetti di Extended Reality sviluppati dalle aziende annunciati pubblicamente. Sono 290 quelli avviati nel B2b/B2e (a supporto di aziende e forza lavoro), in cui si osservano casi d’uso consolidati con benefici operativi chiari e misurabili. Mentre 445 sono quelli nel B2c (rivolti ai consumatori finali), dove però i progetti sono spesso ancora sperimentali.

Un impatto rilevante per i processi aziendali

Eppure, chi ha già adottato soluzioni di XR è soddisfatto: all’interno del campione analizzato dall’Osservatorio l’86% delle grandi e medio-grandi imprese italiane che hanno implementato progetti ha raggiunto pienamente o in buona parte gli obiettivi prefissati. E il 65% prevede un impatto rilevante per i processi aziendali nei prossimi 3 anni. Motivo che spingerà oltre metà di queste imprese a sviluppare Proof of Concept nei prossimi 12 mesi per testare opportunità e benefici. Una barriera all’adozione rimane lo scarso livello medio di conoscenza di queste tecnologie. Al di fuori di chi le ha già testate, infatti, quasi la totalità delle imprese italiane rimanenti dichiara di non conoscere a sufficienza l’Extended Reality e le sue potenzialità.

Meglio soluzioni più leggere, intelligenti e per un utilizzo quotidiano

Nell’hardware, oggi il mercato a livello globale conta 93 dispositivi XR, di cui 17 lanciati nel corso del 2025, in linea con i nuovi dispositivi del 2024. Sta cambiando però la composizione: crescono gli AR smart glasses (11 nuovi lanci contro 6 del 2024), mentre diminuiscono i visori per la realtà virtuale/mista (6 contro 10). Segnale che il mercato si orienta verso soluzioni più leggere, intelligenti e orientate all’uso quotidiano. C’è il primo dispositivo XR AI-native, il Samsung Galaxy XR, in cui l’AI è parte integrante dell’architettura stessa del sistema XR e gestisce sensori e interazioni nell’ambiente virtuale in tempo reale. I nuovi lanci si sono tradotti anche in una crescita della domanda, seppure i valori assoluti rimangano ridotti. Secondo le stime IDC a livello globale, nel 2025 sono stati infatti venduti 14,5 milioni di unità di dispositivi XR (+41,6% rispetto al 2024).

Cosa cambia dal punto di vista del software

L’introduzione del nuovo sistema operativo Android XR consentirebbe la creazione di un ecosistema più aperto, integrato e standardizzato, per favorire l’interoperabilità tra dispositivi e ambienti di sviluppo differenti. La mancanza di interoperabilità, infatti, è stata uno dei principali limiti alla crescita del mercato. Aumenta l’interesse verso l’integrazione tra XR e digital twin. Favorita anche dagli aggiornamenti di alcuni software che consentono di importare e integrare in visori o ì smart glasses i digital twin sviluppati in ambienti CAD/BIM. Parallelamente cresce l’integrazione con l’AI anche in ambito software perché migliora la fluidità visiva, abilita interazioni naturali, consente la personalizzazione dinamica dei contenuti. Sul fronte dello sviluppo, automatizza la generazione di asset 3D, animazioni e ambienti virtuali, e supporta le diverse fasi di implementazione e test, riducendo tempi, costi e competenze necessarie.

In crescita i progetti Extended Reality nei segmenti B2b/B2e

Nel B2b/B2e si contano 290 progetti sviluppati dalle aziende a partire dal 2020 sulla base di fonti pubbliche. Si tratta di una fotografia parziale, poiché il numero di iniziative ‘riservate’ o non comunicate appare significativo, comparabile come valore al numero dei progetti pubblici. I nuovi progetti avviati nel 2025 sono 48 (+7% rispetto alle iniziative nate nel 2024). I settori più attivi sono il Manifatturiero, che concentra il 30% dei progetti, la Sanità (18%) e l’Utility & Energy (11%). In crescita l’adozione anche in settori come Logistica, Real Estate e Difesa, dove le tecnologie immersive vengono progressivamente sperimentate per il supporto a processi operativi e decisionali complessi. Nel B2c sono stati individuati 445 progetti XR avviate da imprese italiane, di cui 71 realizzati nel 2025 (-9% rispetto alle nuove iniziative nate nel 2024). Tra i principali freni la scarsa penetrazione dei dispositivi XR tra i consumatori.

Qual è l’impatto di questa tecnologia

I casi d’uso più maturi e consolidati di XR mostrano risultati chiari su tempi, qualità, produttività, ricavi e sostenibilità. Impatti rilevanti emergono anche nella formazione, con maggiore rapidità di apprendimento, scalabilità e standardizzazione. In ambito B2c, emerge la possibilità di abilitare nuovi servizi/fonti di ricavo, raggiungere nuovi target in nuovi canali (e arricchire gli attuali servizi offerti (come Ikea). Infine, l’XR contribuisce alla sostenibilità, riducendo trasferte, consumi di materiali ed emissioni. Oltre ai KPI tradizionali di processo, l’XR introduce nuovi indicatori di performance legati direttamente all’esperienza dell’utente, come metriche in grado di misurare l’efficacia cognitiva ed esperienziale delle soluzioni immersive. L’integrazione tra XR e neuroscienze consente di analizzare KPI user-centric per la valutazione delle esperienze immersive. Tra queste attenzione sostenuta, carico cognitivo percepito, qualità dell’engagement, ritenzione delle informazioni e percezione di presenza sociale.