Il Sangfor Executive Forum 2026 porta in Italia la visione europea del vendor: infrastrutture AI-ready, storage unificato, data resilience e sicurezza MDR per aziende sempre più ibride e distribuite.
Il futuro dell’IT aziendale sarà sempre più guidato dall’intelligenza artificiale, ma non potrà prescindere da infrastrutture solide, dati governati e una sicurezza capace di reagire in tempo reale. È questo il messaggio che Sangfor Technologies ha portato a Milano in occasione del Sangfor Executive Forum 2026, tappa europea dell’evento che ha riunito oltre 150 partecipanti tra clienti, partner, distributori e stakeholder internazionali.
Il tema scelto per l’edizione di quest’anno, “Run, Build, Protect: il futuro abilitato dell’AI”, indica con chiarezza le tre direttrici su cui il vendor intende costruire la propria proposta: mantenere stabili e performanti i sistemi esistenti, realizzare infrastrutture pronte per cloud e workload AI, proteggere dati e applicazioni con modelli di cybersecurity più integrati, automatizzati e intelligenti.
Sangfor, azienda specializzata in cloud computing, infrastrutture iperconvergenti e cybersecurity, considera l’Europa un mercato centrale per la propria crescita. L’Italia, dove il gruppo è presente dal 2018, assume un ruolo particolarmente rilevante in questa strategia, anche alla luce del rafforzamento della presenza diretta in Germania nel 2025 e dell’avvio dell’ufficio in Spagna nel 2026.
“L’Europa è un mercato strategico per Sangfor e il nostro modello di crescita qui è molto ponderato”, ha spiegato Jeffrey Zhang, Regional Manager Europa di Sangfor Technologies. “Da quando siamo arrivati in Italia nel 2018, abbiamo progressivamente investito in team locali, competenze tecniche, abilitazione dei canali e prossimità ai clienti”.
Una strategia europea costruita sulla presenza locale
La strategia di Sangfor in Europa non punta su un modello centralizzato, ma su un’organizzazione sempre più localizzata. Il vendor intende rafforzare team nazionali, centri di competenza regionali e relazioni di prossimità con clienti e partner. Una scelta che risponde alle esigenze di settori come manifatturiero, finanza, sanità e pubblica amministrazione, dove supporto locale, competenze tecniche e conoscenza del contesto normativo sono elementi decisivi.

“I clienti europei si aspettano competenze e capacità di supporto locali, e relazioni di fiducia”, ha sottolineato Zhang. “È per questo che stiamo rafforzando i team a livello nazionale in tutta l’Europa meridionale e centrale, investendo al contempo in centri di competenza regionali”.
La scelta di ospitare l’Executive Forum europeo a Milano conferma questa impostazione. Per Sangfor, l’Italia rappresenta uno dei mercati più dinamici in Europa per trasformazione digitale, innovazione industriale e consapevolezza sulla cybersecurity. Milano, in particolare, viene letta come un hub sempre più importante per tecnologia e innovazione imprenditoriale.
“Realizzare l’edizione europea del Forum a Milano è stato significativo”, ha aggiunto Zhang. “L’Italia rappresenta uno dei mercati più dinamici in Europa in termini di trasformazione digitale, innovazione industriale e consapevolezza sulla cybersecurity”.
Run, Build, Protect: tre priorità per l’IT enterprise
Il filo conduttore dell’evento è stato il modello Run, Build, Protect. Tre parole che sintetizzano le sfide quotidiane dei CIO e dei responsabili della sicurezza.
Run significa mantenere operativi i sistemi mission-critical, garantendo stabilità, continuità e prestazioni prevedibili. Build riguarda la costruzione di una base tecnologica pronta per il futuro, capace di sostenere cloud, applicazioni moderne e carichi di lavoro AI. Protect indica la necessità di proteggere l’intero ambiente IT con strumenti di sicurezza guidati dall’intelligenza artificiale, rilevamento più rapido e risposta automatizzata.
“Il Sangfor Executive Forum 2026 è concepito come una conversazione strategica su come le organizzazioni possano affrontare con fiducia il futuro abilitato dall’IA”, ha dichiarato Zhang. “Il tema dell’evento riflette ciò che CIO e responsabili della sicurezza affrontano oggi: mantenere le operazioni correnti stabili ed efficienti, costruire infrastrutture capaci di supportare workload cloud-native e AI-driven, e allo stesso tempo proteggere il business da minacce informatiche sempre più avanzate”.
Il punto centrale è che l’AI non deve essere interpretata come una nuova complessità da aggiungere ai sistemi aziendali, ma come uno strumento per semplificare, automatizzare e rendere più efficiente la gestione dell’IT.
La complessità come principale ostacolo
Per Sangfor, la sfida più concreta che le aziende italiane ed europee stanno affrontando è la complessità. Le infrastrutture sono sempre più frammentate: cloud ibrido, sistemi legacy, dati distribuiti, lavoro remoto, applicazioni critiche e workload AI convivono in ambienti difficili da governare.
“La sfida più grande oggi è la complessità”, ha osservato Zhang. “Le organizzazioni europee operano in ambienti IT altamente frammentati: architetture cloud ibride, sistemi legacy, modelli di lavoro da remoto, workload AI e dati sempre più distribuiti”.
A questa frammentazione si somma l’evoluzione delle minacce informatiche. Molte aziende hanno già introdotto numerosi strumenti di sicurezza, ma spesso si tratta di soluzioni scollegate tra loro, che generano inefficienze operative e riducono la visibilità complessiva.

Il tema è particolarmente rilevante per il mercato italiano, dove molte imprese devono rafforzare la propria postura di sicurezza pur facendo i conti con una carenza di competenze specialistiche. Da qui la domanda crescente di piattaforme integrate, capaci di unificare infrastruttura e sicurezza e di sfruttare l’AI per automatizzare rilevamento, risposta e processi operativi.
Cloud, AI e nuovi framework di governance
Il programma del Forum ha dedicato ampio spazio al rapporto tra cloud e intelligenza artificiale. Alberto Manfredi, Presidente di Cloud Security Alliance Italia, ha affrontato il tema dell’intersezione tra Cloud e AI, richiamando l’attenzione sui rischi emergenti, sull’evoluzione delle minacce e sulla necessità di nuovi framework di governance, responsabilità e sicurezza.
L’adozione dell’intelligenza artificiale in azienda non può essere ridotta all’introduzione di nuovi strumenti applicativi. Richiede infrastrutture adeguate, dati correttamente governati, policy solide e modelli di controllo coerenti con le esigenze di compliance e protezione.
Il tema si lega anche alla modernizzazione dei data center. Keith Lee, Direttore del Business Cloud di Sangfor, ha analizzato l’evoluzione del mercato della virtualizzazione e la crescente attenzione verso alternative a VMware dopo l’acquisizione da parte di Broadcom. Virtualizzazione, infrastruttura iperconvergente e AI diventano così elementi di una stessa traiettoria: costruire ambienti più semplici, scalabili e pronti per il cloud.
AI aziendale: dagli agent al codice adattivo
Una delle sessioni più operative è stata dedicata alle applicazioni concrete dell’AI in azienda. Simone Protano, Senior PreSales Manager di Sangfor Italia, ha illustrato il passaggio dai chatbot tradizionali a modelli di AI autonoma e agente, capaci di supportare processi aziendali e sviluppo software.
“L’Intelligenza Artificiale si sta evolvendo più rapidamente del previsto, andando oltre i tradizionali chatbot verso un’AI autonoma e agente capace di trasformare interi settori”, ha affermato Protano.
Nel corso dell’intervento sono state presentate le piattaforme SF-FastGPT e CoStrict, pensate per semplificare la costruzione di agenti AI e aiutare i team di sviluppo a lavorare in modo AI-native. Il focus non riguarda soltanto la velocità di generazione del codice, ma anche la qualità, la gestione del ciclo di vita e l’affidabilità delle applicazioni in produzione.
Particolare attenzione è stata posta anche alle implementazioni on-premise, fondamentali per le aziende che vogliono adottare l’AI mantenendo controllo sui dati, privacy e governance a livello enterprise.
Sangfor EDS: storage unificato per l’era dell’intelligenza artificiale
Tra gli annunci principali dell’Executive Forum 2026 figura Sangfor EDS, la nuova piattaforma di Unified Storage progettata per l’era dell’intelligenza artificiale. La visione alla base della soluzione è riassunta nel messaggio “One Foundation. All Workloads. The Future of Data”.
La piattaforma introduce un’architettura multi-modalità in grado di gestire workload Block, File e Object all’interno di un’unica soluzione. L’obiettivo è offrire una base dati comune per ambienti AI, cloud e applicazioni moderne, riducendo silos infrastrutturali e complessità gestionale.
Sangfor EDS è progettata per supportare ambienti AI ad alte prestazioni, eliminando i colli di bottiglia delle GPU durante il training e abilitando casi d’uso ad altissima intensità di trasferimento dati, come lo streaming video 8K senza perdita di frame.

Secondo quanto illustrato durante il Forum, la soluzione offre fino a 120 GB/s di throughput e si distingue per densità di performance nel benchmark SPEC Storage 2020. La tecnologia Global Flow consente inoltre una gestione intelligente dei dati tra livelli hot e cold, con una riduzione del TCO complessivo superiore al 54%.
Per le imprese, il messaggio è evidente: l’AI richiede infrastrutture dati capaci di sostenere performance elevate, scalabilità, governance e continuità. Lo storage torna così a essere un elemento strategico della trasformazione digitale.
Data resilience e integrazione con Veeam
Il tema della protezione dei dati è stato rafforzato dal contributo di Veeam. Marco Carrara, Sales Systems Engineer di Veeam, ha illustrato le funzionalità di backup, ripristino e sicurezza integrate con le soluzioni Sangfor, con particolare attenzione al ripristino rapido, alla protezione ransomware e alla mobilità dei workload tra piattaforme.
Durante l’evento è stata presentata la roadmap di integrazione strategica tra Veeam e Sangfor pianificata per il 2026. La collaborazione punta a rafforzare la resilienza dei dati in ambienti IT sempre più complessi, dove backup, recovery, protezione ransomware e mobilità applicativa devono essere parte di una strategia coordinata.
“Crediamo che la cyber resilience diventerà una delle priorità determinanti per le organizzazioni europee nel prossimo decennio”, ha spiegato Zhang. “Partnership come questa sono essenziali per fornire ai clienti soluzioni pratiche ed end-to-end”.
Ransomware industrializzato e risposta MDR
La sessione pomeridiana ha spostato l’attenzione sulla cyber resilienza, sulle strategie MDR e sulla direttiva NIS2. Per Sangfor, il ransomware ha compiuto un salto di qualità: non è più solo una minaccia diffusa, ma un fenomeno industrializzato, caratterizzato da maggiore velocità, sofisticazione e capacità di movimento laterale.
“Il ransomware si è industrializzato”, ha dichiarato Zhang. “Quello che abbiamo osservato nel 2025 non è solo un aumento della sofisticazione degli attacchi, ma anche un drammatico incremento della velocità di esecuzione e del movimento laterale all’interno delle organizzazioni”.
Le PMI risultano particolarmente vulnerabili perché spesso non dispongono di capacità di security operation attive 24/7. Per rispondere a questa esigenza, Sangfor ha stretto una partnership strategica con Forenova Technologies GmbH, centrata su NovaMDR, servizio basato su tecnologia XDR avanzata e supportato dal team SOC di Forenova.
Il valore del modello MDR consiste nel superare il semplice alerting. Gli incidenti vengono validati, investigati e gestiti attivamente da analisti di sicurezza operativi 24/7, combinando threat intelligence, rilevamento automatizzato, risposta proattiva e piena visibilità sull’ambiente aziendale.
“Il punto chiave oggi è ridurre i tempi di risposta: la differenza tra un incidente contenuto e un evento ransomware catastrofico si misura in minuti, non in giorni”, ha sottolineato Zhang.
NIS2, conformità e sicurezza misurabile
Forenova ha dedicato un approfondimento anche alla direttiva NIS2 e alle difficoltà che molte organizzazioni stanno incontrando nel tradurre gli obblighi normativi in azioni operative.
“Occorre elevare la Cyber Resilienza e la Conformità in tutta Europa. In un’era di minacce informatiche sempre più gravi e requisiti normativi stringenti, un approccio reattivo alla sicurezza non è più sufficiente”, ha affermato Paul Smit, CTO di Forenova Technologies GmbH.
Adam Luzsicza, Senior Product Manager MDR di Forenova Technologies GmbH, ha richiamato l’attenzione sullo stato di applicazione della direttiva. “NIS2 è in vigore in tutta l’Unione Europea, l’Italia la sta attivamente implementando con l’ACN che guida l’applicazione, eppure la maggior parte delle organizzazioni italiane interessate sta ancora cercando di capire cosa richiede la conformità in pratica”.
Nel corso della sessione è stato presentato il nuovo NIS2 Compliance Check di Forenova, una valutazione strutturata integrata nella piattaforma NovaMDR, progettata per misurare la postura rispetto ai controlli dell’Articolo 21, mappare le lacune e monitorare l’evoluzione della conformità nel tempo.
“Rientrerete con un quadro chiaro di dove vi trovate, cosa correggere per primo e come trasformare un obbligo di conformità in un aggiornamento di sicurezza misurabile”, ha concluso Luzsicza.
Un’architettura più semplice per un IT più resiliente
Il Sangfor Executive Forum 2026 restituisce una visione precisa: infrastruttura, sicurezza, dati e AI non possono più essere gestiti come domini separati. La complessità degli ambienti ibridi, la crescita dei workload AI, la pressione normativa e l’evoluzione del ransomware impongono un modello più integrato.
Per Sangfor, la risposta passa da piattaforme capaci di unire cloud, HCI, storage unificato, data resilience, MDR e automazione guidata dall’AI. L’obiettivo è semplificare l’IT enterprise senza rinunciare a performance, scalabilità e sicurezza.
“Guardando al futuro europeo, prevediamo di espandere la nostra presenza con ulteriori uffici e team”, ha dichiarato Zhang. “La nostra ambizione è posizionare Sangfor come uno tra i principali innovatori nel campo delle infrastrutture e della cybersecurity, per le organizzazioni che cercano semplicità, resilienza e operatività abilitata dall’IA”.
Con la tappa di Milano, Sangfor conferma quindi un percorso di crescita fondato su prossimità al mercato, ecosistema di partner, infrastrutture AI-ready e cybersecurity integrata. Una strategia che guarda alle aziende europee chiamate a modernizzare il proprio IT, proteggere dati e applicazioni e prepararsi a un futuro in cui l’intelligenza artificiale diventerà parte strutturale dell’operatività quotidiana.






