Business Continuity: vantaggi strategici e operativi

Le organizzazioni più efficaci trasformano la continuità in cultura aziendale, coinvolgendo ogni funzione con formazione mirata e engagement costante.

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Antonio Burinato, Direttore Generale Innovaway: come la business continuity sia un vantaggio economico e competitivo che minimizza rischi e ottimizza processi.

La business continuity è diventata oggi un imperativo per le organizzazioni che vogliono trasformare vincoli normativi in opportunità concrete. Un anno fa, Poste Italiane ha subito un disservizio informatico che ha paralizzato per diverse ore i servizi online, l’app PostePay e gli sportelli ATM Postamat. Migliaia di clienti non hanno potuto effettuare pagamenti, prelievi e operazioni bancarie.

Questo episodio ha dimostrato quanto le criticità nelle infrastrutture digitali possano generare un impatto negativo su chi deve accedere a servizi quotidiani essenziali.

Compliance normativa: un requisito vincolante

Il contesto europeo ha reso la business continuity un obbligo imprescindibile. La Direttiva NIS2 estende il perimetro degli operatori che devono garantire continuità nei settori critici: energia, trasporti, banche, sanità e Pubblica Amministrazione. Le sanzioni per inadempienza possono raggiungere i 10 milioni di euro o il 2% del fatturato globale.

Per il settore finanziario, il Digital Operational Resilience Act (DORA) introduce test periodici, gestione dei rischi ICT con fornitori terzi e requisiti specifici per la governance della continuità. In Italia, il Codice dell’Amministrazione Digitale e le Linee Guida AgID impongono piani di continuità operativa per tutti i servizi pubblici digitali.

In questo scenario, la conformità normativa non è solo un obbligo: è un punto di partenza per valorizzare la business continuity come vantaggio competitivo.

La dimensione tecnica della business continuity

Le infrastrutture moderne rendono la business continuity una necessità tecnica. Le grandi aziende operano su ecosistemi complessi, dove sistemi legacy convivono con architetture cloud distribuite, e un singolo problema può generare effetti a cascata.

Banche, utility e PMI dipendono da reti di fornitori esterni: cloud provider, operatori telecom, software vendor e system integrator. Eventi come il disservizio AWS del 2025 e un aggiornamento difettoso di CrowdStrike nel 2024 hanno mostrato quanto fragile possa essere la catena delle dipendenze.

Un efficace piano di business continuity deve mappare e mitigare rischi infrastrutturali, operativi, naturali e di supply chain, considerando RTO (Recovery Time Objective) e RPO (Recovery Point Objective) come strumenti decisionali di business, non solo metriche tecniche.

Business continuity, da obbligo a vantaggio strategico

La business continuity non è solo un obbligo legale o una necessità tecnica: è un investimento strategico. Il costo medio di un’interruzione IT può variare tra 100.000 e 500.000 euro l’ora.

Una BC ben progettata diventa un moltiplicatore di opportunità. Permette decisioni rapide in crisi, trasforma minacce in vantaggi competitivi e diventa un criterio differenziante nelle gare d’appalto e nei contratti enterprise.

Inoltre, la Business Continuity influisce su valutazioni M&A, agevola l’accesso a capitali, riduce i premi assicurativi e rafforza la reputazione aziendale, un asset fondamentale per i clienti e il mercato.

Mindset aziendale e cultura diffusa

La vera business continuity nasce da un approccio integrato che unisce persone, processi e tecnologia. Le organizzazioni più efficaci trasformano la continuità in cultura aziendale, coinvolgendo ogni funzione con formazione mirata e engagement costante.

Solo così la continuità smette di essere un obbligo e diventa un vantaggio competitivo reale, capace di generare valore sostenibile e duraturo per l’azienda.