Flash-Optimized Storage Array, il pensiero di Infinidat

Flash-Optimized Storage Array, il pensiero di Infinidat

 

Riccardo Facciotti, Regional Technical Director South Europe di Infinidat, mette a confronto lo storage all-flash e i sistemi hybrid array intelligenti.
Capacità, performance e affidabilità sono i requisiti tecnici principali ricercati da ogni CTO/CIO nel valutare una soluzione di storage. Via via che le capacità si spostano verso la gamma multi-PB, un’architettura di sistema che possa gestire le esigenze di tutte le applicazioni aziendali in essere e che possa ospitare le componenti di dati non destinate ad un’infrastruttura cloud, sta diventando un requisito sempre più importante.

Mantenere diverse piattaforme di storage per diverse soluzioni non è scalabile e complica la gestione. L’approccio ibrido consente di soddisfare la maggior parte delle esigenze applicative (in termini di disponibilità, IOPS e banda) e lo fa a un prezzo molto più competitivo e sostenibile.
Molti vendor sul mercato tendono a selezionare specifiche caratteristiche di storage sulle quali concentrarsi nell’offrire la loro soluzione. Tutti i vendor di all-flash array, per esempio, tendono a puntare quasi esclusivamente sulle prestazioni. Rivolgendosi ai clienti, essi si riferiscono tipicamente ai carichi di lavoro che richiedono un livello più elevato di prestazioni (che generalmente rappresentano circa il 5-10% del data footprint totale del cliente). Lo fanno principalmente perché flash è così costoso rispetto ad altri sistemi che i clienti non si possono permettere di avere tutti i loro dati su flash storage. Pertanto, un all-flash data center, per quanto desiderabile sulla carta, non sarà un’opzione percorribile dalla stragrande maggioranza delle organizzazioni nel prossimo futuro. Questo prosciugherebbe soltanto i loro budget IT, dal momento che il 90% o più della loro capacità totale presenta esigenze di prestazioni molto più modeste. Inoltre per i dischi flash la velocità di scrittura e l’usura rappresentano ancora dei problemi.
Naturalmente esistono soluzioni alternative che offrono una capacità più economica, per quanto esse spesso manchino dei più sofisticati servizi di storage necessari a gestire più efficacemente grandi volumi di dati dinamici. Tali soluzioni si affidano semplicemente a server, converged building block o altri prodotti software per soddisfare tali esigenze. Queste soluzioni possono certamente fornire capacità di storage, ma non sono in grado di offrire tutti i requisiti aggiuntivi di alte prestazioni e affidabilità richiesti dalle aziende.
L’affidabilità tende ad essere la maggiore debolezza di questa categoria di soluzioni.

Flash-Optimized Storage Array, il pensiero di Infinidat

Come mostrato nella figura, le soluzioni che abbracciano tutti i range di capacità necessitano dei più alti livelli di affidabilità e disponibilità possibili. Molte soluzioni AFA devono ancora raggiungere livelli di affidabilità che consentano di classificarle come realmente “enterprise ready”, considerando che l’affidabilità negli array costruiti in base a vecchie architetture controller (come la maggior parte degli AFA) richiede grandi numeri di unità indipendenti in una configurazione RAID per garantire la protezione dei dati.
Per consentire agli AFA di raggiungere tali livelli di affidabilità, essi devono confidare su una progettazione che prevede dei compromessi, dal momento che aumentare il numero di dispositivi SSD e sfruttare il RAID non è economicamente percorribile, considerato il costo degli strumenti flash. Al fine di ottenere una maggiore affidabilità, una prassi comune consiste nel supportare più copie di dati riducendo la quantità di capacità utilizzabile sul costoso SSD. Se confrontato con un hybrid array intelligente, l’SSD funge soltanto da livello di cache. Esso non introduce “overhead” o limitazioni in termini di capacità, assicurando il miglior rapporto tra spazio disponibile nello storage e investimento in supporti SSD. Inoltre, per quanto gli SSD siano costosi, la DRAM lo è ancora di più; pertanto gli AFA tendono ad essere dotati di quantità modeste di DRAM come misura per ridurre il costo complessivo. Gli hybrid array utilizzano più DRAM e spesso ne deriva una migliore performance. La quantità e il prezzo della DRAM per unità di capacità utilizzabile è molto inferiore in un flash optimized array, data la maggiore capacità aggregata e il più efficiente utilizzo di ciascun tier degli storage.

Inoltre, molti AFA si basano ancora su vecchie architetture dual controller. Tali architetture rappresentano da molto tempo il tallone d’Achille del settore dello storage, con problemi di performance durante i failover e numerose altre problematiche che si manifestano durante la fase di upgrade (che spesso non vanno a buon fine). Tali architetture soffrono inoltre di tempi di rebuild del disco lunghi (e quindi livelli più alti di vulnerabilità a fronte di malfunzionamenti simultanei di diversi componenti) e tipicamente non hanno più di 5-9 di affidabilità. Essi inoltre fanno affidamento su una tipologia di supporto che, per sua stessa natura, è significativamente meno affidabile da un punto di vista statistico rispetto allo spinning disk. Di conseguenza devono utilizzare meccanismi multi-point per aumentare l’affidabilità e l’utilizzo a livelli che si avvicinano, ma non raggiungono, quelli degli HDD.

Nel considerare il loro storage e il budget associato, i CIO basano solitamente le loro decisioni su quali sacrifici l’azienda è disposta a compiere in termini di capacità, performance e affidabilità. Massimizzare tutte e tre le categorie richiede normalmente un investimento irragionevolmente elevato. Ciò accade certamente nell’approccio all-flash, specialmente nel campo della capacità/densità, dove lo storage è ancora troppo costoso (anche con gli indici di deduplica e compressione realisticamente ottenibili) per essere considerato un’opzione percorribile.

Reliability, availability e serviceability (RAS) continuano ad essere degli obiettivi relativi se il costo contenuto dello storage è un vincolo imprescindibile. La performance può essere ottima, ma si tratta di un’esagerazione se soltanto il 5% dei dati richiede tale livello di servizio.
Pertanto, l’unico fatto indiscutibile che possiamo desumere da tutto ciò è che per fornire le quantità massime di capacità richieste dall’azienda, a un costo sostenibile, il settore dello storage ha ancora molto bisogno degli spinning disk. Gli HDD sono significativamente più densi rispetto ad altri mezzi (DRAM e NAND), assicurano una facilità di manutenzione molto superiore e sono considerevolmente meno costosi per unità di capacità . Pur essendo noto che gli spinning disk sono più lenti rispetto a DRAM e NAND, i nostri progressi tecnologici ci hanno consentito di aggirare tale lentezza per l’utente finale, creando un flash-optimized hybrid array di livello superiore.