Cybersicurezza – Un’indagine di Kaspersky sul livello di conoscenza dei nativi digitali italiani sulle minacce online sottolinea un divario tra consapevolezza dei rischi e comportamenti rischiosi e spesso pericolosi. Nell’ambito dell’iniziativa ‘Safe Steps’ per sensibilizzare genitori, insegnanti, bambini e adolescenti sulle minacce nascoste negli ambienti digitali, Kaspersky con YouGov ha voluto indagare il livello di conoscenza dei giovani delle minacce online e le loro abitudini quando utilizzano i social e giocano online. I risultati evidenziano un paradosso: il 93% degli intervistati ha sentito parlare dei rischi per la sicurezza online. Tuttavia il 27% clicca su link sospetti, il 32% interagisce con sconosciuti durante il gaming online, il 16% accetta richieste di contatto sui social da estranei.
Cybersicurezza, attenzione all’eccessiva confidenza
Con la fine della scuola e l’aumento del tempo trascorso online emerge un divario tra consapevolezza e comportamenti. Molti ragazzi continuano infatti ad adottare abitudini che li espongono a minacce IT e interazioni potenzialmente rischiose. Secondo la ricerca, che ha coinvolto 525 ragazzi italiani tra i 10 e i 16 anni, il livello di familiarità con i temi della sicurezza online è elevato. Infatti il 93% degli intervistati ha sentito parlare di cybersecurity, principalmente in famiglia (59%), a scuola (57%) e online (49%). Tuttavia, la consapevolezza non sempre si traduce in comportamenti prudenti. Più di un ragazzo su 4 (27%) ammette di aver cliccato su un link senza verificarne l’affidabilità.
Sviluppare lo spirito critico attraverso il dialogo
A conferma che la familiarità con gli strumenti digitali non equivale a maggiore capacità di riconoscere le minacce online. Secondo Kaspersky, il fenomeno della cosiddetta overconfidence digitale rappresenta oggi uno dei principali fattori di vulnerabilità per le nuove generazioni. Per questo è fondamentale affiancare alla conoscenza teorica lo sviluppo di spirito critico e consapevolezza, attraverso un dialogo costante tra scuola, famiglia e ragazzi.
Un’opportunità per i cybercriminali alla caccia di dati sensibili
Le piattaforme di gaming rappresentano uno dei principali luoghi di aggregazione per i più giovani. Oltre a giocare, i ragazzi le utilizzano per socializzare e conoscere nuove persone. Secondo la ricerca, il 32% ha dichiarato di aver interagito con persone sconosciute durante le sessioni di gioco online. Comportamento che, in alcuni casi, si accompagna alla condivisione di dati sensibili. L’8% dei ragazzi dichiara infatti di inviare informazioni personali – nome della propria scuola, indirizzo, data di nascita – e il 7% immagini e foto personali. Proprio per la loro popolarità tra i più giovani, le piattaforme di gaming sono diventate un obiettivo privilegiato per i cybercriminali.

Il gaming online, vera insidia per la cybersicurezza
Secondo i dati Kaspersky, nel primo semestre del 2024 sono stati rilevati oltre 6,6 milioni di tentativi di attacco legati a giochi particolarmente diffusi, come Minecraft, Roblox e Among Us. I cyber criminali sfruttano questi titoli per diffondere malware, rubare dati personali o attirare gli utenti verso siti fraudolenti. A rendere il fenomeno ancora più insidioso contribuisce l’evoluzione delle tecniche di phishing, sempre più sofisticate e difficili da riconoscere. Per questo, Kaspersky raccomanda di scaricare contenuti solo da fonti affidabili e di evitare la condivisione di informazioni personali con utenti sconosciuti incontrati durante le attività di gioco.
Social media: il rischio dell’oversharing
I social network rappresentano uno degli spazi principali di espressione e relazione per i più giovani. In Italia, il 71% dei ragazzi tra i 10 e i 16 anni possiede almeno un account personale e utilizza queste piattaforme per comunicare, condividere contenuti e mantenere rapporti. Emergono però anche comportamenti che possono aumentare l’esposizione ai rischi: il 17% condivide contenuti senza verificarne la fonte, il 16% accetta richieste di contatto da sconosciuti. Durante l’estate le immagini pubblicate sui social tendono generalmente ad aumentare. E, sebbene la maggior parte sia consapevole che i contenuti online possono rimanere accessibili nel tempo, quasi un quinto ritiene ancora che possano essere rimossi facilmente. Secondo Kaspersky, l’oversharing può favorire phishing, furti di account e altre forme di truffa, poiché consente ai cybercriminali di raccogliere informazioni utili per rendere gli attacchi più credibili e personalizzati.
Un pubblico giovane e sempre connesso
Parallelamente, stanno aumentando le campagne malevole che sfruttano brand, piattaforme e trend familiari ai più giovani: +38% di tentativi di attacco che imitano contenuti popolari tra i ragazzi. A conferma di come i cybercriminali stiano adattando sempre più le proprie strategie a un pubblico giovane e altamente connesso. Per ridurre i rischi, Kaspersky invita ragazzi e famiglie a prestare più attenzione alle informazioni condivise online. Oltre a valutare attentamente richieste di contatto, link e contenuti provenienti da fonti sconosciute.
Serve rafforzare l’educazione alla cybersicurezza
Cesare D’Angelo, General Manager di Kaspersky Italia, Francia e Mediterraneo
I dati mostrano chiaramente un divario tra la percezione delle proprie competenze digitali e i comportamenti reali online. I giovani sono sempre più connessi e consapevoli dei rischi, ma continuano a esporsi a minacce concrete, spesso proprio a causa di un’eccessiva fiducia nelle proprie capacità digitali. Con l’arrivo dell’estate e l’aumento del tempo trascorso online, è ancora più importante rafforzare l’educazione alla cybersecurity. Sia coinvolgendo famiglie e scuole che promuovendo un dialogo aperto sulle esperienze digitali dei ragazzi. Solo così sarà possibile accompagnarli nello sviluppo di una reale capacità di riconoscere e gestire i rischi online.






