Memori, le sfide che segneranno il futuro dell’AI in azienda

Tra i fattori critici nell’adozione di questa tecnologia, la crescita dell’uso della Shadow AI in azienda.

memori

Governance, piattaforme AI centralizzate, infrastrutture private, e integrazione tra AI e cybersecurity: Memori ha identificato le prossime sfide dell’AI in azienda. L’intelligenza artificiale è entrata a pieno titolo nelle attività quotidiane delle aziende, trasformando il modo in cui si lavora, si prendono decisioni e si gestiscono processi e dati. Secondo McKinsey, l’adozione continua a crescere in tutti i settori raggiungendo nel 2025 il 76%. Parallelamente cresce anche il fenomeno della ‘Shadow AI’: l’utilizzo di strumenti AI non autorizzati e fuori dal controllo aziendale. Secondo Gartner, entro il 2030 oltre il 40% delle imprese subirà incidenti di sicurezza o compliance legati proprio all’uso non governato dell’AI generativa.

AI e aziende: grandi aspettative ma manca la comprensione di strumenti e metodi

In questo scenario, il 2026 si profila come l’anno della governance dell’intelligenza artificiale. Le imprese stanno progressivamente passando da una fase di sperimentazione spontanea e frammentata a modelli più strutturati, in cui l’AI viene integrata nei processi aziendali attraverso policy interne, figure dedicate e sistemi di controllo.

Nunzio Fiore, CEO e Founder di Memori
Oggi molte aziende si avvicinano alla GenAI con grandi aspettative, ma senza una reale comprensione degli strumenti e dei metodi. Il rischio è quello di investire risorse in soluzioni poco efficaci e di giungere a conclusioni affrettate, come ‘L’AI non funziona’. Per questo la formazione per le imprese diventa sempre più importante. Con l’AI Academy di Memori offriamo un percorso concreto, pratico e conforme alle normative europee, che aiuta le aziende a capire davvero il potenziale dell’AI e a realizzare progetti operativi, personalizzati, in grado di generare valore da subito.

Memori – Dalla sperimentazione alla governance

Per fare fronte al ‘boom della AI’ in azienda e arginare il rischio di utilizzi spontanei e frammentati, in favore di modelli organizzati, molte aziende stanno definendo policy specifiche. Tra queste c’è la creazione di team interfunzionali e comitati di governance che coinvolgono IT, HR, Legal e cybersecurity. Si diffonde, inoltre, una nuova figura, l’AI Officer. Delineato anche all’interno dell’AI Act, il suo ruolo è operare dentro una logica strutturale di gestione del rischio.

Nunzio Fiore, CEO e Founder di Memori
L’obiettivo è garantire un utilizzo efficace, sicuro e conforme alle normative europee, evitando dispersioni, rischi reputazionali e utilizzi impropri dei dati aziendali.

La crescita delle piattaforme AI centralizzate

Oltre all’introduzione di semplici strumenti e copilot, l’intelligenza artificiale sta cambiando profondamente il modo in cui si svolgono mansioni e task, si prendono decisioni e si misura l’efficacia sul lavoro. Per governare questo cambiamento e diffondere in modo sicuro le competenze a tutto il team, occorre abbandonare le app isolate e adottare ecosistemi AI unificati. Queste piattaforme permettono di orchestrare modelli, agenti e workflow in un unico ambiente controllato, centralizzato e pienamente conforme con gli obblighi normativi di tutela dei dati.

Boom delle soluzioni private cloud e on-premise

Con l’AI sempre più integrata nel lavoro quotidiano, la protezione dei dati diventa una priorità assoluta. Dii conseguenza, cresce rapidamente la domanda per infrastrutture AI private, in grado di garantire la data residency in Europa. Questo passaggio assicura alle organizzazioni un controllo diretto e rigoroso su sicurezza, compliance e proprietà intellettuale delle informazioni elaborate.

Memori – AI e cybersecurity diventano un unico tema

Per fronteggiare il rischio di incidenti legati all’uso non governato, l’intelligenza artificiale è sempre più spesso inclusa nelle strategie di cyber risk management. Elementi come la tracciabilità delle operazioni, il controllo degli accessi e la necessaria supervisione umana diventano i pilastri centrali per prevenire dispersioni di dati sensibili, utilizzi impropri e violazioni.

Nunzio Fiore, CEO e Founder di Memori
Affinché l’AI riesca a generare valore serve un approccio strutturato che unisca formazione, governance e attenzione alle policy. Da qui a 5 anni sarà sempre più richiesto alle imprese di investire nella costruzione di competenze interne. Questo per garantire un utilizzo dell’intelligenza artificiale consapevole, sicuro, efficace e conforme alle normative europee.