Google Cloud AI Live 2026: agentic AI, chip TPU e sicurezza

Al Cloud AI Live 2026, Google ha presentato l’agentic AI, TPU di ottava generazione e investimenti in Italia tra startup, formazione universitaria e cloud.

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Al Cloud AI Live 2026 di Milano, Google Cloud ha mostrato a clienti e partner le possibilità operative della generazione più recente della sua agentic AI per le imprese, agenti capaci di trasformare le aziende, i processi creativi e la customer experience.

Si sono alternati sul palco le persone di Google Cloud Raffaele Gigantino, Country Manager, Matt Renner, President, Chief Revenue Officer, Paolo Spreafico, County Director of Engineering, Olga Morga, Customer Engineer and App Modernization, e Gabriele Randelli, Customer Engineer and AI. A testimoniare l’adozione delle soluzioni AI di Google Cloud sono intervenute anche Erica Alessandri, Board Member Technogym, e Piera Gallo, VP Global Marketing Office Italian Brands Stellantis.

Adozione AI in crescita esponenziale: i numeri del mercato italiano e globale

Uno dei dati più significativi emersi durante l’evento riguarda il consumo di token per l’utilizzo di Gemini, l’AI di Google: da 7 miliardi di token al minuto registrati nell’ottobre 2025 si è passati a oltre 16 miliardi al minuto nell’aprile 2026. Una crescita che sancisce il passaggio definitivo dalla fase di prototipazione a quella di deployment operativo: l’AI sta entrando stabilmente nelle aziende e nella pubblica amministrazione.

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Raffaele Gigantino
Il trend è evidente anche in Italia. Secondo l’Osservatorio sull’Intelligenza Artificiale della School of Management del Politecnico di Milano, il mercato nazionale dell’AI vale 1,8 miliardi di euro, con una crescita del 54% negli ultimi tre anni. Sette aziende enterprise su dieci hanno avviato un progetto AI nel 2025, e sei su dieci dichiarano di averne già ricavato un ritorno di valore. Le proiezioni macroeconomiche confermano il potenziale: secondo uno studio di Implementing Consulting Group, l’impatto dell’AI sul PIL italiano potrebbe attestarsi all’8%, generando tra 150 e 170 miliardi di euro nell’arco dei prossimi dieci anni.

Infrastrutture, formazione e startup: i tre assi dell’investimento Google in Italia

Google Cloud articola il proprio impegno nel mercato italiano su tre direttrici: investimenti infrastrutturali, sviluppo del capitale umano e sostegno all’ecosistema di startup e partner. Sul fronte infrastrutturale, gli investimenti riguardano le sedi di Torino e Milano e la realizzazione del cavo sottomarino BlueMed, che collegherà l’Italia al Medio Oriente.

Per la formazione, Google ha stanziato 2 milioni di dollari per 13.000 studenti universitari e messo a disposizione 100.000 licenze gratuite di corsi AI per i professionisti IT. A ottobre 2025 ha inoltre annunciato una partnership con CDP Venture Capital per sostenere le startup italiane nel settore AI, con crediti cloud e competenze dedicate. I grandi gruppi Unicredit, Intesa Sanpaolo e TIM figurano tra i partner strategici.

Lo stack AI di Google: dal silicio ai modelli, una piattaforma verticalmente integrata e aperta

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Matt Renner
Nel panorama dei principali cloud provider, Google si distingue per offrire soluzioni proprietarie lungo l’intero stack tecnologico AI: dai processori TPU di ottava generazione fino all’agentic AI e alle applicazioni, passando per 250 modelli supportati, database cloud, sicurezza e piattaforma agentica. L’offerta è aperta a modelli di terze parti e open source, lasciando al cliente la libertà di scegliere il modello più adatto al singolo task.

L’ottava generazione di chip TPU si declina in due varianti specializzate: TPU 8t per il training e TPU 8i per l’inferenza. Il throughput di training è quasi triplicato rispetto alla generazione precedente, con un massimo di circa 120.000 miliardi di operazioni in virgola mobile al secondo per singolo pod. Analoga accelerazione si registra per le TPU 8i. Questi chip si integrano nell’AI Hypercomputer, architettura che trasforma un intero data center in una singola unità computazionale scalabile, a cui si aggiungono nuove capacità di storage e di rete.

Gemini Enterprise e Agentic Taskforce: costruire, scalare e governare l’agentic AI

Gli agenti AI sono il nucleo delle nuove architetture enterprise, e Google risponde con Gemini Enterprise: una piattaforma per costruire, scalare, governare e ottimizzare agenti lungo l’intero ciclo di vita. La piattaforma consente di orchestrare sistemi multi-agente in base alla funzione assegnata a ciascun componente, con valutazione continua delle performance tramite benchmark aziendali o regole definite dal cliente. L’Agentic Taskforce potenzia le applicazioni Google Workspace e consente di creare flussi di lavoro integrati con minimo sforzo per l’utente finale.

Sul piano della gestione dei dati, un data lake multi-cloud lascia i dati nella loro posizione originaria e li recupera on-demand per l’agentic AI, mentre un Universal Context Engine centralizza l’accesso ai dati nel rispetto delle policy aziendali. Completa il quadro la Conversational Analytics API, un servizio gestito che traduce in query SQL le richieste in linguaggio naturale dell’agentic AI.

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Gemini 3.5, Antigravity e Spark: le novità da Google I/O 2026

Google I/O 2026 ha portato annunci rilevanti sul fronte modelli e strumenti. Gemini 3.5, il modello più avanzato finora rilasciato, è disponibile nelle varianti Pro e Flash: quest’ultima, pur più economica, conserva gran parte della potenza del modello Pro e risulta competitiva con i full-range della concorrenza a una frazione del costo.

Antigravity – la soluzione di Google per la codifica, ora alla seconda versione – introduce miglioramenti per semplificare il lavoro degli sviluppatori. Spark è invece un assistente personale per l’ambiente di lavoro che apprende autonomamente nel tempo, migliorando progressivamente le prestazioni in funzione del contesto dell’utente.

AI Threat Defense: la risposta agentica di Google alla cybersecurity di nuova generazione

Il rilascio di modelli AI come Anthropic Claude Mythos ha reso evidente la capacità dell’intelligenza artificiale di identificare vulnerabilità con rapidità e scala prima impensabili, imponendo alle aziende difese altrettanto veloci e sofisticate. Google risponde con AI Threat Defense, una strategia di cybersecurity completa e integrata che si distingue dagli approcci mono-strumento della concorrenza. Le radici affondano nell’acquisizione di Mandiant nel 2022 e si consolidano con quella di Wiz nel marzo 2026 – la più costosa nella storia del brand – per costruire un portafoglio che copre tutti gli aspetti della sicurezza informatica: preparazione dell’architettura IT per operazioni AI-driven, scansione e prioritizzazione della rete, correzione autonoma delle vulnerabilità a velocità macchina, monitoraggio in tempo reale con riconoscimento e reazione alle minacce nel rispetto delle policy IT.

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Paolo Spreafico
A livello operativo, tre agenti AI specializzati collaborano in sequenza: il Red Agent testa proattivamente le difese; il Blue Agent analizza le vulnerabilità rilevate; il Green Agent modifica il codice per mettere in sicurezza il sistema a velocità macchina. Si tratta di un modello che è all’altezza della minaccia cyber attuale. I criminali informatici, infatti, sfruttano l’AI per accelerare gli attacchi, moltiplicarne il volume e aumentarne la complessità.

L’agentic AI verticale per la customer experience e rafforzamento dell’ecosistema partner

Per rispondere alle crescenti aspettative dei clienti finali, Google ha sviluppato un’agentic AI verticale per settori specifici: Shopping Agent per massimizzare il tasso di conversione nell’e-commerce, AI Commerce Search per accelerare la ricerca di prodotti, Food Ordering Agent per semplificare la scelta tra cataloghi ampi e Automotive Agent per guidare l’utente tra le opzioni di configurazione dei veicoli. Tutti sono personalizzabili in CX Agent Studio, che ne consente lo sviluppo in tempi molto ridotti.

Infine, sul fronte commerciale, Google ha deciso di affiancare ingegneri ai team di vendita per rafforzare la propria capacità tecnica di go-to-market, stanziando 750 milioni di dollari nell’ecosistema partner per ampliare il numero di specialisti a supporto diretto dei clienti enterprise.