CEO, ottimismo verso l’IA ma paura di non investire abbastanza

Aggiornamento delle, sicurezza e controllo tra le principali priorità dei responsabili aziendali.

sicurezza CEO

La seconda edizione di uno studio firmato da Cisco sottolinea la crescita dell’ottimismo da parte dei CEO nei confronti del potenziale espresso dall’IA. Anche se il 65% di essi teme di non investire a sufficienza in questa tecnologia (vs il 53% dell’anno scorso). La ricerca Come i CEO vedono l’IA’ ha coinvolto oltre 250 dipendenti, dislocati in Asia, Australia, Europa, Nord America, Sud America e Africa. I dati sono stati raccolti nel gennaio 2026.

Nel Vecchio Continente il focus è su fiducia, trasparenza ed etica 

In Europa, i CEO si concentrano meno sulla velocità e più sulla corretta implementazione dell’IA, dando priorità a fiducia, trasparenza e allineamento etico. Il consiglio che rivolgono agli altri leader riflette questo approccio ponderato: procedere con cautela e non sacrificare la fiducia in nome dell’efficienza. Come ha consigliato un CEO europeo: “Evitate di introdurre frettolosamente l’IA nei processi decisionali senza trasparenza. È più difficile riconquistare la fiducia che recuperare efficienza”.

Per la maggior parte dei CEO esseri umani e IA collaboreranno

L’adozione di agenti IA che affianchino i dipendenti rientra tra le tre priorità principali dei CEO per il 2026. Entro il 2030, quasi tutti i CEO prevedono che l’IA svolgerà un ruolo nelle attività aziendali, ma non si aspettano che operi in totale autonomia. Il 72% immagina un futuro in cui l’IA si limiterà a fornire supporto o a eseguire compiti sotto la direzione, il giudizio o la supervisione dell’uomo. Le motivazioni sono pratiche e condivisibili. Ovvero: garantire la sicurezza dei sistemi di IA, assicurare la produttività dei team misti uomo-IA e gestire efficacemente le implicazioni etiche dei processi decisionali basati sull’IA. Uno dei 2500 CEO intervistati ha espresso il concetto chiaramente: “Bisogna muoversi rapidamente con l’IA, ma ancorare sempre le decisioni ai valori umani”.

Dopo l’acquisizione delle competenze, ora è il momento di agire

La mancanza di conoscenza sull’IA si sta riducendo rapidamente. Nell’arco di 12 mesi, la percentuale di CEO che afferma di sentirsi frenata in sede decisionale dalla propria scarsa comprensione dell’IA è scesa dal 74% al 47%. Mentre quella di chi ritiene che tale lacuna impedisca di prendere decisioni meditate è calata dal 74% al 49%. Di pari passo con la crescita di competenze e sicurezza, è aumentata anche la consapevolezza di ciò che serve per implementare correttamente queste tecnologie.

I problemi legati all’implementazione

Sebbene cresca la volontà dei CEO di adottare queste tecnologie, tre vincoli stanno rallentando l’implementazione.

  • Infrastrutture inadeguate. Il 53% teme che i limiti infrastrutturali possano essere un freno; aggiornare le infrastrutture IT per gestire i carichi di lavoro legati all’IA è la priorità assoluta per il 2026, seguita a breve distanza dalla formazione del personale.
  • Questione fiducia. Proprio mentre i CEO spingono per integrare gli agenti IA nella forza lavoro – la loro implementazione rientra tra le tre priorità principali per il 2026 –sicurezza e controllo di questi sistemi autonomi sono diventati la preoccupazione numero uno.
  • Dati troppo frammentati per alimentare efficacemente l’IA. I problemi di qualità, accessibilità e centralizzazione dei dati, che ostacolano l’avanzamento dell’IA, rappresentano la barriera più significativa, citata da un numero di CEO (34%) superiore a qualsiasi altra sfida.

I dati concreti confermano le preoccupazioni dei CEO

L’AI Readiness Index 2026 di Cisco (coinvolti oltre 8.000 leader IT a livello globale) evidenzia come le aziende di tutto il mondo stiano affrontando le stesse tre barriere. Meno di un quarto (22%) considera la propria rete ottimale per i carichi di lavoro IA; appena il 31% si sente pronto a garantire sicurezza e controllo sugli agenti IA. E infine solo il 19% dispone di dati completamente centralizzati e accessibili all’IA. Le aziende che hanno superato tutte e tre le sfide stanno acquisendo un vantaggio competitivo, mentre le altre rischiano di restare indietro.