Per Alessandro Donelli Chief Technology Officer e Board Member di SimpleCyb, i modelli comuni di notifica degli incidenti cyber rappresentano un passo avanti per la NIS2, ma la vera sfida per le PMI resta la gestione dell’incidente.
L’adozione dei modelli comuni europei per la notifica degli incidenti cyber rappresenta un tassello importante nel percorso di attuazione della Direttiva NIS2. L’obiettivo è chiaro ed è quello di armonizzare le modalità con cui le organizzazioni segnalano gli incidenti significativi alle autorità competenti, riducendo le differenze interpretative e favorendo una maggiore uniformità a livello europeo.
Si tratta di un passaggio atteso, che contribuisce a dare maggiore concretezza agli obblighi previsti dalla normativa. Tuttavia, per molte PMI italiane il tema centrale oggi non è tanto come compilare una notifica, quanto essere realmente in grado di gestire un incidente informatico quando si verifica. Nel dibattito sulla NIS2 si tende spesso a concentrarsi sugli obblighi formali quali registrazione, classificazione, documentazione e notifiche che sono certamente aspetti importanti, ma rischiano di spostare l’attenzione dal problema principale.
Una notifica efficace presuppone infatti che l’organizzazione abbia già compreso cosa è successo, quali sistemi sono coinvolti, quali servizi risultano colpiti e quali misure siano state adottate per contenere l’incidente.
In altre parole, la notifica rappresenta l’ultima fase di un processo che inizia molto prima grazie a una capacità di rilevare l’evento, analizzarlo, coordinarne la gestione e valutarne le conseguenze. Senza questi elementi, rispettare le tempistiche previste dalla NIS2, per la gestione e la notifica degli incidenti, può diventare estremamente complesso.
Incident Response: il vero banco di prova per le PMI
Le tempistiche introdotte dalla Direttiva NIS2 richiedono alle organizzazioni un livello di preparazione che va oltre la semplice conformità documentale.
Quando si verifica un incidente significativo, il tempo utile per raccogliere informazioni attendibili e prendere decisioni è estremamente limitato. Diventa quindi fondamentale poter contare su procedure già definite, ruoli chiari e meccanismi di escalation conosciuti da tutte le persone coinvolte. Per molte PMI questo rappresenta oggi una delle principali sfide.
Non è raro trovare realtà che dispongono di strumenti tecnologici adeguati ma che non hanno ancora formalizzato un processo di Incident Response, oppure che non hanno identificato chi debba assumere determinate decisioni durante una situazione di crisi. La conseguenza è che, nel momento dell’emergenza, le attività vengono gestite in modo improvvisato, con inevitabili ritardi sia nella risposta operativa sia negli adempimenti normativi.
La cybersecurity continua a essere percepita da molte organizzazioni come una questione prevalentemente tecnica. La NIS2, invece, introduce una prospettiva diversa, in cui governance, organizzazione e responsabilità assumono un ruolo centrale.
La gestione di un incidente non riguarda esclusivamente il reparto IT
Essa coinvolge il management, la comunicazione interna, gli aspetti legali, la continuità operativa e, in alcuni casi, anche i rapporti con clienti e fornitori. Ed è per questo motivo che la cyber resilienza non può essere costruita soltanto attraverso nuovi strumenti di sicurezza ma richiede processi strutturati, responsabilità definite e una chiara capacità di coordinamento.
Le organizzazioni che riescono a integrare questi aspetti sono generalmente quelle che affrontano gli incidenti con maggiore efficacia, limitandone gli impatti operativi e reputazionali. In questa fase di implementazione della NIS2, molte organizzazioni stanno lavorando alla categorizzazione dei propri servizi e alla definizione degli elementi considerati essenziali o importanti ai fini della normativa. E se spesso questa attività viene percepita come un ulteriore adempimento da completare, rappresenta di fatto un’occasione particolarmente preziosa.
Identificare i servizi critici, infatti, significa comprendere quali processi sono davvero rilevanti per l’organizzazione, quali tecnologie li rendono possibili e quali conseguenze deriverebbero da una loro indisponibilità.
Questo esercizio consente di costruire una visione più chiara del rischio e costituisce la base per sviluppare procedure di Incident Response realmente efficaci. Sapere quali servizi sono prioritari permette di definire in anticipo le modalità di gestione di un incidente, stabilire criteri di escalation e orientare le decisioni durante i primi momenti di una crisi.
Dall’adempimento alla resilienza operativa
Per SimpleCyb l’adozione dei modelli comuni di notifica rappresenta certamente un passo avanti verso una maggiore standardizzazione degli obblighi previsti dalla NIS2. Ma per le PMI il vero salto di qualità non si misurerà sulla capacità di compilare correttamente una segnalazione. La sfida sarà costruire una reale capacità di risposta agli incidenti: conoscere i propri servizi critici, definire processi chiari, coinvolgere il management e prepararsi ad agire quando si verifica un evento significativo.
In questo contesto, la conformità normativa non dovrebbe essere considerata il traguardo finale, bensì una conseguenza naturale di un’organizzazione più consapevole, strutturata e resiliente. Perché la notifica di un incidente è importante ma la capacità di gestirlo lo è ancora di più.






