Denis Cassinerio, Senior Director & General Manager South Europe di Acronis spiega perché il 2026 per Acronis sarà un anno di forte accelerazione verso la cyber-resilienza.
Il 2026 segna per Acronis una fase di consolidamento e, allo stesso tempo, di forte accelerazione strategica. Dopo aver ridefinito negli ultimi mesi il proprio posizionamento, l’azienda inizia a raccogliere i riscontri concreti dal mercato. Confermando la validità di una direzione sempre più orientata alla cyber-resilienza. Un concetto che supera la tradizionale distinzione tra sicurezza informatica e continuità operativa, integrando protezione cyber e disaster recovery in un’unica visione.
Il mercato: cresce la domanda di sicurezza integrata
I segnali arrivano in modo chiaro soprattutto dall’ecosistema di canale, da sempre centrale nel modello Acronis. Le attività di formazione e i webinar registrano un interesse in forte crescita. Con numeri di partecipazione raddoppiati in particolare sui temi del disaster recovery. Un trend che riflette un cambiamento strutturale della domanda. Da un lato le normative spingono le organizzazioni a dotarsi di sistemi sempre più resilienti. Dall’altro il modello “as a service” rende accessibili anche alle realtà più piccole soluzioni avanzate di protezione e ripristino.
Il risultato è un’espansione significativa dei workload gestiti sul mercato italiano e una crescente attenzione verso soluzioni integrate, in cui la componente di detection e response diventa parte integrante della strategia di resilienza. Non si tratta più di strumenti isolati, ma di piattaforme in grado di identificare le minacce e reagire in modo coordinato, spesso anche autonomo.
AI e automazione: la nuova frontiera della difesa per Acronis
In questo scenario, l’intelligenza artificiale gioca un ruolo decisivo. Acronis sta investendo in modo consistente nell’integrazione dell’AI all’interno della propria piattaforma. Con l’obiettivo di accelerare i processi di rilevamento, analisi e risposta agli attacchi. Le dimostrazioni presentate recentemente evidenziano una direzione chiara:. Ossia sistemi capaci di reagire automaticamente agli incidenti, orchestrando le diverse componenti di sicurezza e riducendo drasticamente l’intervento umano nelle fasi più critiche.
Lo strumento di difesa
Ma l’AI non è solo uno strumento di difesa: rappresenta anche una nuova superficie di attacco. L’adozione crescente dei modelli linguistici e degli LLM all’interno delle organizzazioni apre infatti scenari inediti, che richiedono controlli specifici. Acronis affronta il tema considerando gli LLM come veri e propri workload da proteggere. Introducendo meccanismi di governance sull’utilizzo dei prompt, sulla gestione dei dati e sui rischi legati allo shadow IT.
Resilienza – Gli obiettivi
Parallelamente, un altro ambito in forte sviluppo è quello dell’automazione. La piattaforma evolve verso una logica di orchestrazione degli agenti, con l’obiettivo di rendere sempre più autonome le attività di gestione degli attacchi. Questo approccio consente non solo di aumentare l’efficienza operativa. Ma anche di cambiare radicalmente il modo in cui vengono interpretati gli eventi di sicurezza. Non più letture tecniche complesse, ma vere e proprie narrazioni che rendono comprensibili anche ai non specialisti le dinamiche degli incidenti.
I programmi di formazione
L’impatto dell’AI si riflette anche all’interno dell’organizzazione. Acronis sta promuovendo attivamente l’adozione degli LLM tra i propri dipendenti, con programmi di formazione dedicati e linee guida per un utilizzo consapevole. I benefici sono evidenti: attività che richiedevano giorni possono essere completate in poche ore, mentre i cicli di sviluppo software si riducono drasticamente, passando da mesi a poche settimane. Un vantaggio competitivo significativo in un mercato in cui la velocità di innovazione è determinante.
Virtualizzazione, NIS2 e cultura, Acronis e le sfide del cambiamento
Accanto alla dimensione cyber, Acronis ha avviato anche un’importante evoluzione strategica nel campo dell’infrastruttura, con l’ingresso nel mercato della virtualizzazione e dell’iperconvergenza. Il progetto, noto come Cyber Infrastructure o CyberFrame, punta a integrare nativamente sicurezza, backup e disaster recovery all’interno di uno stack tecnologico completo, in grado di erogare servizi IaaS e, in prospettiva, DaaS.
Questa iniziativa si inserisce in un contesto di mercato particolarmente dinamico, segnato dalla ricerca di alternative più flessibili ed economiche alle soluzioni tradizionali. Le recenti evoluzioni nel settore della virtualizzazione hanno infatti generato incertezza tra i partner, spingendoli a valutare nuove opzioni che riducano il lock-in tecnologico e garantiscano maggiore sostenibilità economica.
Infrastruttura e funzionalità
La proposta Acronis si basa su tecnologie open come KVM e OpenStack. Con l’obiettivo di offrire un’infrastruttura scalabile, multi-tenant e completamente integrata con le funzionalità di sicurezza. I partner possono così erogare servizi direttamente dai propri data center o appoggiarsi a quelli Acronis, costruendo ambienti cloud privati sicuri e facilmente gestibili. L’interesse del mercato è già evidente: il programma di early access ha registrato in poche settimane l’adesione di numerosi partner. Confermando l’esistenza di una domanda concreta. Un interesse alimentato anche da fattori esterni, come l’aumento dei costi energetici e le difficoltà nella disponibilità di hardware, che stanno spingendo ulteriormente verso modelli di virtualizzazione più efficienti.
La normativa
Sul fronte normativo, infine, il tema della direttiva NIS2 continua a rappresentare un elemento di pressione e, al tempo stesso, un’opportunità. Da un lato le organizzazioni più strutturate stanno affrontando il percorso di adeguamento in modo serio. Dall’altro molte realtà, soprattutto nel segmento medio, mostrano ancora difficoltà nel tradurre gli obblighi normativi in azioni concrete. L’avvicinarsi delle scadenze e dei controlli potrebbe rappresentare un acceleratore decisivo in questo senso.
Una sfida per Acronis
Non mancano però le sfide culturali. L’introduzione dell’AI sta mettendo in discussione competenze consolidate e modelli operativi tradizionali. Generando talvolta resistenze, soprattutto tra le figure tecniche più abituate a paradigmi classici. Al contrario, le nuove generazioni mostrano una maggiore propensione ad adottare questi strumenti, contribuendo ad accelerare il cambiamento.
La conclusione
In definitiva, Acronis si muove in un mercato in piena trasformazione, dove cyber-resilienza, automazione e intelligenza artificiale stanno ridefinendo priorità e modelli operativi. La sfida non è solo tecnologica, ma anche culturale: costruire un ecosistema capace di adattarsi rapidamente al cambiamento. Mantenendo al centro sicurezza, efficienza e continuità del business.






