Carsten Bernhard, Chief Technology Officer di eDreams ODIGEO, ci parla dell’impatto dell’intelligenza artificiale e dei modelli agentici nel mondo dei viaggi.
– Come funziona il modello agentico, e quali saranno i prossimi passi?
Questo modello segna un passaggio fondamentale dalla tecnologia puramente assistiva ai sistemi IA agentici e autonomi.
Dal punto di vista del cliente, in eDreams ODIGEO siamo andati oltre la semplice IA conversazionale; la nostra architettura è ora progettata per eseguire processi complessi end-to-end, come il completamento di prenotazioni di viaggio senza intervento umano. Inoltre, eDO ha lanciato con successo i primi casi d’uso per l’assistenza clienti vocale guidata da agenti. Utilizzando il “fact-grounding” per garantire l’accuratezza dei dati, abbiamo già ottenuto miglioramenti a doppia cifra nella soddisfazione dei clienti. I prossimi passi vedranno l’IA agire come una vera unità operativa che consulta indipendentemente gli inventari e convalida le regole di business.
Dal punto di vista interno, l’IA agentica nello sviluppo cambia radicalmente il nostro modo di lavorare. Con oltre il 30% del nostro nuovo codice già scritto dall’IA — e per alcuni team questa cifra è molto più alta — il nostro obiettivo è liberare i nostri team dalle attività di routine per accelerare l’innovazione ad alto valore per i nostri 7,8 milioni di membri Prime.
– Considerando questi cambiamenti, quali saranno i prossimi profili tecnologici ricercati?
Questo è un periodo davvero interessante per chi lavora nell’IT. Vedo sfumare sempre più i confini dei ruoli classici. Quello che era un product manager diventerà più tecnico. Quello che era un esperto tecnico diventerà più orientato al prodotto. I ruoli si stanno fondendo e, in un certo senso, stanno diventando più completi end-to-end. Penso che sia fantastico. Ciò che rimarrà invariato è la necessità di un’ottima conoscenza tecnica e di una profonda conoscenza del settore. Oltre a questo, a mio avviso si tratta più di mentalità che di competenze tecniche (hard skills). Chi ha voglia di imparare e di sperimentare, oltre alla determinazione per portare a termine un progetto, sarà molto richiesto.

– AI e viaggi, quale il rapporto degli utenti?
I dati di un recente sondaggio mostrano che gli italiani sono, di fatto, sempre più propensi a utilizzare l’intelligenza artificiale per pianificare un viaggio. Ad esempio, il numero di utenti Millennial e della Generazione Z che hanno utilizzato l’intelligenza artificiale per i viaggi è aumentato di oltre il 50% solo nell’ultimo anno. Tuttavia, questa tendenza si è diffusa in tutte le fasce d’età; infatti, il 58% degli intervistati italiani di età superiore ai 55 anni ha dichiarato di aver utilizzato l’intelligenza artificiale per i viaggi per la prima volta negli ultimi 12 mesi.
Questa adozione da parte di utenti di tutte le età evidenzia quindi come lo strumento stia diventando indispensabile per i viaggiatori. In particolare, cresce l’interesse per la personalizzazione intelligente, che permette di anticipare le esigenze di viaggio effettuando miliardi di previsioni giornaliere, comprendendo efficacemente le scelte preferite di ogni utente. È proprio questa riduzione dello sforzo e del tempo richiesti a spingere una domanda significativa per processi di prenotazione che integrano l’intelligenza artificiale.
Non è un caso che, tra i principali motivi di insoddisfazione verso i metodi di prenotazione tradizionali o meno avanzati tra gli italiani, spicchi la mancanza di personalizzazione, in particolare per quanto riguarda il tempo perso a filtrare opzioni non adatte (35% di tutti gli intervistati, con un picco del 42% nella fascia d’età 35-44 anni). Subito dopo si trovano la necessità di reinserire più volte le stesse preferenze (34% in totale; picco del 41% tra i 25-34enni) e la ricezione di suggerimenti generici che non corrispondono alle proprie esigenze (25% in totale; picco del 35% tra i 18-24enni).






