Storage e backup, intervista a Lorenzo De Rita di Synology

ActiveProtect Manager (APM) è un sistema operativo pensato per la protezione dei dati e la gestione centralizzata delle strategie di backup e ripristino in ambienti enterprise.

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Lorenzo De Rita, Presales Manager Southern Europe di Synology, ci illustra le nuove soluzioni del marchio e le architetture per uno storage integrato e versatile.

– Synology è ampiamente conosciuta per le sue soluzioni NAS. Tuttavia, con la serie PAS, sembra stia entrando in un ambito diverso. Quali motivazioni hanno portato allo sviluppo di questa nuova architettura e quale specifico segmento di mercato stanno puntando a servire?

Synology è storicamente conosciuta per le sue soluzioni NAS, ma da tempo la sua strategia va ben oltre questo ambito. Synology ha costruito nel tempo un ecosistema IT completo che include soluzioni cloud, piattaforme di backup e disaster recovery e strumenti avanzati come ActiveProtect Manager, rafforzando il proprio ruolo nel mercato delle infrastrutture IT.
In questo contesto si inserisce la serie PAS, che rappresenta un passaggio strategico verso il mercato enterprise. Con questa piattaforma, Synology punta a rispondere alle esigenze di performance, affidabilità e scalabilità tipiche delle grandi organizzazioni e delle industrie verticali. In Italia, settori come la manifattura avanzata, il farmaceutico, la GDO e la pubblica amministrazione stanno registrando una crescente domanda di infrastrutture storage e server ad alte prestazioni, spinta dalla digitalizzazione dei processi, dal cloud ibrido e dall’aumento dei carichi applicativi mission-critical.
Il mercato italiano dello storage e dei server richiede oggi livelli sempre più elevati di continuità operativa, sicurezza e conformità normativa. In questo scenario, Synology si propone come alternativa ai vendor enterprise tradizionali, con una piattaforma pensata per assumere un ruolo centrale nelle architetture SAN.
La serie PAS introduce Parallel Active Manager (PAM), un nuovo sistema operativo progettato per workload ad alte prestazioni e per il supporto nativo dei protocolli NVMe/TCP, NVMe/FC e NVMe/RoCE. La piattaforma copre casi d’uso come virtualizzazione, SAN ad alte prestazioni, videosorveglianza su larga scala, applicazioni industriali e IoT, oltre a scenari di ricerca e sviluppo.
Con la serie PAS, Synology non si limita ad ampliare la propria offerta, ma introduce una nuova piattaforma progettata per rispondere alle esigenze di segmenti ad alto valore, posizionandosi come un’alternativa credibile nel segmento enterprise.

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– In settori come quello bancario o della produzione automobilistica, i tempi di inattività possono costare milioni. Quali garanzie di continuità operativa offre la serie PAS in caso di guasti critici?

Nei settori ad alta criticità, come quello bancario o automotive, la continuità operativa è un requisito imprescindibile. La serie PAS è stata progettata con questo obiettivo, adottando un’architettura hardware orientata alla massima resilienza, affidabilità e disponibilità dei servizi.
Dal punto di vista infrastrutturale, la piattaforma PAS si basa su un’architettura completamente ridondata: controller in configurazione active-active, alimentatori, ventole, componenti di rete e percorsi di I/O multipli, eliminando qualsiasi single point of failure. In caso di guasto di un controller o di un componente critico, il sistema attiva automaticamente meccanismi di failover trasparenti, garantendo la continuità dei workload senza impatti sulle applicazioni.
Sul piano software, il sistema operativo PAM introduce meccanismi avanzati di gestione dello storage, monitoraggio predittivo e orchestrazione automatica delle risorse. Questo approccio consente di individuare in modo proattivo eventuali anomalie, isolare le criticità e preservare la disponibilità dei servizi anche in scenari di fault complessi. Inoltre, il supporto nativo ai protocolli NVMe, insieme alle architetture SAN ad alte prestazioni, permette di mantenere livelli di latenza ridotti e throughput elevato anche durante le operazioni di failover.
La serie PAS integra, infine, funzionalità avanzate di protezione dei dati, tra cui snapshot consistenti, replica sincrona e asincrona e integrazione con le soluzioni di backup e disaster recovery di Synology. Questo consente alle organizzazioni di definire strategie di business continuity con RPO e RTO estremamente ridotti, in linea con i requisiti dei contesti mission-critical.

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– Lo sviluppo software e dei videogiochi è un altro ambito che richiede tempi di risposta immediati. Ritieni che la serie PAS sia una buona soluzione per questi settori, in grado di accelerare i flussi di lavoro creativi?

Lo sviluppo software e l’industria dei videogiochi in italia rappresentano uno dei contesti più esigenti in termini di prestazioni. In questi settori, la rapidità con cui asset, code e build vengono elaborati e distribuiti ha un impatto diretto sulla produttività dei team e sul time-to-market dei prodotti.
Il settore italiano dei videogiochi è in forte crescita: nel 2024 ha raggiunto un valore di circa 2,4 miliardi di euro, con oltre 200 imprese attive nello sviluppo, tra software house, studi indipendenti e realtà specializzate in grafica 3D, simulazione, intelligenza artificiale e piattaforme digitali. Questo ecosistema rappresenta un segmento industriale dinamico e con elevato potenziale di investimento, dove le performance dello storage sono un fattore critico.
In questo contesto, la serie PAS si configura come una piattaforma particolarmente adatta a supportare i flussi di lavoro creativi e ingegneristici. Un sistema come PAS7700, in configurazione full flash e con target Fibre Channel (FC), è progettato per garantire throughput elevato e latenza estremamente ridotta, caratteristiche fondamentali per ambienti di sviluppo software e videogiochi.
Dal punto di vista applicativo, le pipeline di sviluppo moderne si basano su linguaggi e framework come C++, C#, Python e Java, oltre a motori grafici come Unreal Engine e Unity.
In questi scenari, la velocità di accesso allo storage influisce direttamente su operazioni critiche come compilazione del codice, build automatizzate, rendering, gestione di asset 3D, versioning e pipeline DevOps. La piattaforma PAS, grazie all’architettura SAN ad alte prestazioni e al supporto dei protocolli NVMe e Fibre Channel, consente di ridurre significativamente i tempi di accesso ai dati e di accelerare l’intero ciclo di sviluppo.
Inoltre, la capacità di gestire workload paralleli su larga scala rende la serie PAS particolarmente efficace anche per ambienti collaborativi distribuiti, tipici degli studi di sviluppo moderni, dove decine o centinaia di sviluppatori accedono simultaneamente agli stessi dataset. In questo senso, PAS non si limita a fornire prestazioni elevate, ma diventa un elemento abilitante per modelli di sviluppo più rapidi, scalabili e orientati all’innovazione.

– Ci potresti spiegare brevemente che cos’è ActiveProtect e quale problema principale mira a risolvere per le aziende?

ActiveProtect Manager (APM) è un sistema operativo sviluppato da Synology per la protezione avanzata dei dati e la gestione centralizzata delle strategie di backup e ripristino in ambienti enterprise. È disponibile esclusivamente sulla serie di sistemi Synology della famiglia DP ed è progettato per scenari in cui la sicurezza e la continuità dei dati rappresentano requisiti imprescindibili.

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APM nasce per risolvere uno dei problemi principali delle aziende moderne: la complessità e la frammentazione nella gestione del backup e del ripristino in infrastrutture distribuite, ibride e integrate con il cloud. In molti contesti enterprise, infatti, le organizzazioni utilizzano strumenti diversi per il backup, la replica, il cloud e la sicurezza dei dati, con un conseguente aumento dei costi operativi, della complessità gestionale e dei rischi.
Con ActiveProtect Manager (APM), gli amministratori possono gestire tutto da un’unica interfaccia centralizzata, semplificando le operazioni e migliorando la visibilità sull’intero ambiente. La piattaforma gestisce quattro principali ambiti operativi:

1. Automazione dei processi di ripristino, con orchestrazione delle procedure e riduzione dei tempi di inattività.
2. Gestione di infrastrutture di backup su larga scala, con controllo centralizzato di più sistemi e definizione delle politiche di protezione dei dati.
3. Integrazione con il cloud, inclusa la creazione di archivi S3 immutabili e la possibilità di spostare parte dei dati verso sistemi di archiviazione a freddo.
4. Protezione avanzata dei dati, con meccanismi di immutabilità e gestione delle politiche di conservazione.

– Le aziende con più sedi spesso faticano a gestire l’efficienza dello storage e l’utilizzo della banda. In che modo ActiveProtect affronta queste sfide?

Le aziende distribuite su più sedi si trovano spesso ad affrontare due criticità principali: l’uso inefficiente dello spazio di archiviazione e il consumo elevato di banda per le operazioni di backup e replica. ActiveProtect Manager è stato progettato per rispondere a queste esigenze con un approccio centralizzato e orientato all’infrastruttura.
Con le nuove versioni di ActiveProtect Manager, viene introdotto il concetto di gestione automatica dei livelli di archiviazione (Auto-tiering). Quando lo spazio disponibile su un nodo APM si riduce, il sistema è in grado di spostare automaticamente i dati meno utilizzati verso sistemi di archiviazione remoti, liberando spazio locale e garantendo la continuità operativa senza interventi manuali. In questo modo, lo storage viene sempre ottimizzato e i dati distribuiti in modo intelligente tra locale e remoto.

Un altro elemento chiave è il supporto ai meccanismi di isolamento dei dati. APM consente di implementare architetture di protezione in cui i dati di backup vengono separati logicamente o fisicamente dall’infrastruttura primaria, riducendo il rischio di compromissione in caso di attacchi informatici. Questo approccio, noto come air gap, permette di garantire un livello superiore di resilienza contro ransomware e altre minacce.
Dal punto di vista dell’efficienza dei dati, APM introduce un modello avanzato di deduplicazione globale alla sorgente. Ciò significa che i dati vengono analizzati e ottimizzati prima di essere trasferiti verso il sistema di protezione, riducendo drasticamente il volume di dati trasmessi e il consumo di banda tra le sedi.