Akamai rileva il più grande attacco DDoS europeo mai registrato

Visto l'aumento di attacchi DDoS, per le aziende online è indispensabile disporre di una strategia di mitigazione DDoS consolidata.

attacco DDoS

Akamai ha rilevato e mitigato il più grande attacco DDoS mai lanciato in Europa sulla piattaforma Prolexic e che ha preso di mira una serie di indirizzi IP di clienti. Il traffico di attacco distribuito a livello globale ha raggiunto un picco di 853,7 Gbps e 659,6 Mpps per 14 ore. Va ricordato che il rischio di attacchi DDoS (Distributed Denial of Service) non è mai stato così elevato. Negli ultimi anni, infatti, le aziende si sono trovate di fronte a un dilagare di estorsioni DDoS, nuove minacce, hacktivism state-sponsored e un’innovazione senza precedenti nel panorama delle minacce. E gli aggressori non mostrano alcun segno di cedimento.

Come si è svolto l’attacco DDoS

La vittima – un cliente Akamai con sede nell’Europa dell’Est – è stata presa di mira 75 volte negli ultimi 30 giorni. Ha subito, tra gli altri, attacchi orizzontali costituiti da UDP, frammentazione UDP, flood ICMP, RESET flood, SYN flood, anomalia TCP, frammento TCP, PSH ACK flood, FIN push flood e PUSH flood. UDP è stato il vettore più frequente osservato in entrambi i picchi registrati. Dopo 5 giorni, la campagna ha raggiunto il picco PPS (659 Mpps) alle 4:44 AM UTC.

Il volume degli attacchi è poi aumentato fino a 853 Gbps alle 18:40 UTC. Il traffico distribuito degli attacchi suggerisce che i criminali hanno sfruttato una botnet globale altamente sofisticata di dispositivi compromessi per orchestrare questa campagna. Nessun singolo centro di scrubbing ha gestito più di 100 Gbps dell’attacco complessivo.

Più grande attacco DDoS

Senza le giuste difese, anche una rete robusta e moderna potrebbe cedere sotto un attacco di questa portata. E questo renderebbe inaccessibile qualsiasi attività online che dipenda da quella connessione. Il che può mettere a repentaglio la fiducia dei clienti, causare perdite finanziarie e avere altre gravi conseguenze. Per contrastare l’attacco e salvaguardare il cliente, Akamai Prolexic ha sfruttato una combinazione di tecnologia, persone e processi per prevenire l’attacco senza danni collaterali.

  • Piattaforma: soluzione di difesa dedicata che può raggiungere dimensioni molto superiori a quelle dei più grandi attacchi segnalati al pubblico.
  • Persone: più di 225 operatori in prima linea in 6 sedi globali con esperienza decennale che mitigano gli attacchi più sofisticati per le più grandi e complesse aziende al mondo.
  • Processo: piani di risposta agli incidenti DDoS ottimizzati attraverso runbook personalizzati, convalida dei servizi ed esercitazioni di preparazione operativa.
  • Sulla scia dell’aumento del rischio operativo, per le aziende online è indispensabile disporre di una strategia di mitigazione DDoS consolidata.

Cosa fare in caso di attacco DDoS

Questi alcuni consigli di Akamai per mitigare il rischio di attacchi DDoS.

  • Esaminare e attuare immediatamente le indicazioni della Cybersecurity and Infrastructure Security Agency (CISA).
  • Rivedere le sottoreti e gli spazi IP critici e assicurarsi che siano disponibili controlli di mitigazione.
  • Implementare controlli di sicurezza DDoS in modalità “always-on” come primo livello di difesa. Questo per evitare una situazione di emergenza e ridurre l’onere per i responsabili degli incidenti. Se non si dispone di un provider affidabile e collaudato che opera in cloud, è opportuno trovarlo subito.
  • Riunire in modo proattivo un team di risposta alle crisi e assicurarsi che i runbook e i piani di risposta agli incidenti siano aggiornati. Avete un runbook per gestire gli eventi disastrosi? I contatti all’interno dei playbook sono aggiornati? Un playbook che fa riferimento a risorse tecnologiche obsolete o a persone che hanno lasciato l’azienda da tempo non è utile.