In banca aumento frodi e cybersecurity, necessario un approccio human-centric

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Forcepoint: con l’aumento delle frodi in banca è necessario far crescere la cybersecurity, ma anche avere un approccio human-centric. Infatti secondo uno studio condotto da Abi Lab, il centro di ricerca e innovazione promosso dall’Associazione Bancaria Italiana, nel 2019 le banche hanno investito oltre 500 milioni di euro. L’obiettivo è stato di proteggere i propri clienti da frodi informatiche e migliorare i canali di comunicazione remota.

Aumento frodi bancarie – Sempre in base ai dati raccolti da Abi Lab, il settore bancario ha riconfermato il proprio interesse verso un miglioramento della sicurezza anche per il 2020, complice la crisi causata dall’emergenza da Covid-19.
Durante i mesi di lockdown, infatti, è stato registrato un considerevole aumento degli attacchi informatici rivolti sia alle banche sia ai clienti home banking. Per questo motivo, il settore ha destinato il 12% del budget IT alla cybersecurity, quasi il doppio rispetto al 7% stanziato lo scorso anno.

Aumento frodi bancarie

Alessandro Biagini, Regional Manager Sales Italia di Forcepoint
Il settore bancario è sempre stato uno degli obiettivi principali dei cybercriminali. Con la crisi causata dal Covid-19 e i dipendenti costretti a lavorare da remoto non è un caso che le possibili minacce si siano esponenzialmente moltiplicate.

Negli anni i rischi con cui le banche, come tutte le aziende, hanno dovuto confrontarsi sono diventati sempre più complessi. Basti pensare a come gli stessi criminali informatici abbiano ormai a disposizione strumenti sempre più sofisticati per introdursi all’interno dei sistemi aziendali.

Questo ha da tempo aiutato il settore a sviluppare una maggiore sensibilità nei confronti del tema sicurezza e ha portato, oggi, alla decisione di aumentare i budget dedicati proprio a questo delicato, ma importantissimo, ambito. Quindi, bene che si stia andando in questa direzione, ossia che la spesa per la cyber sicurezza sia notevolmente più ingente. Ma non basta: occorre un cambio di prospettiva.

Solo analizzando le abitudini dei singoli individui, la loro routine digitale e il loro modo di interagire con la rete e i dati sensibili sarà possibile mettere a punto un sistema di protezione realmente efficace, plasmabile e adattabile. Questo è l’approccio human-centric di Forcepoint, perché le persone sono il nuovo perimetro da proteggere.