Lavoro da remoto e in mobilità, il cloud aiuta le imprese

Lavoro da remoto e in mobilità, il cloud aiuta le imprese

Con il passare del tempo, lo “smart working” sta diventando sempre più comune: svolgere le consuete attività lavorative da remoto è possibile grazie alla tecnologia.
Che si tratti di una prassi consolidata, o meno; che si svolga in casi di estrema necessità o periodicamente, il processo di lavoro da remoto consente di agevolare la gestione della vita lavorativa e degli impegni personali e famigliari.
Modalità di lavoro fluide, smart working e condivisione degli spazi stanno rivoluzionando l’approccio stesso al mondo del lavoro. Con la continua evoluzione dell’organizzazione del lavoro, le aziende sono alla ricerca di nuovi spazi di lavoro all’interno e all’esterno dei loro ambienti, per consentire l’integrazione tra diverse attività. Di conseguenza, il settore delle soluzioni di collaborazione, condivisione e orchestrazione dei team professionali si trova ad affrontare nuove sfide in termini di privacy, produttività e lavoro dei dipendenti.
I singoli lavoratori, hanno oggi maggiore controllo sull’agenda e hanno la necessità di disporre di un ambiente di lavoro dinamico, in cui poter collaborare con i colleghi presenti nello stesso spazio o collegati da remoto.

Ma come è percepito e quanto viene usato il lavoro da remoto in Italia?
Secondo una ricerca dell’Osservatorio Smart Working della School of Management del Polimi, lo Smart Working non è solo un trend, ma un fenomeno oramai inarrestabile. Gli smart worker sono circa 570mila, in crescita del 20% rispetto al 2018, e mediamente presentano un grado di soddisfazione e coinvolgimento nel proprio lavoro molto più elevato di coloro che lavorano in modalità tradizionale.

Nel 2019 la percentuale di grandi imprese che ha avviato al suo interno progetti di Smart Working è del 58%, in lieve crescita rispetto al 56% del 2018. A queste percentuali vanno aggiunte un 7% di imprese che ha già attivato iniziative informali e un 5% che prevede di farlo nei prossimi dodici mesi. Del restante 30%, il 22% dichiara probabile l’introduzione futura e soltanto l’8% non sa se lo introdurrà o non manifesta alcun interesse.

Quali i vantaggi tangibili dello smart working?
La legge 81 del 2017 regola il cosiddetto lavoro agile definendo gli strumenti e la modalità con cui viene eseguita l’attività da remoto. Il datore di lavoro deve garantire la salute e la sicurezza dello smart worker e il buon funzionamento degli strumenti tecnologici assegnati, applicando incentivi fiscali, contributivi, incrementi di produttività ed efficienza del lavoro.
Al netto delle specifiche della norma, i vantaggi pratici sono tangibili in molteplici situazioni pratiche, come evidenziato da un’analisi degli esperti di Teamviewer.
Abilitare schemi di lavoro remoto consente di migliorare il rapporto di fiducia con i propri responsabili e tra colleghi, incrementando la consapevolezza degli obiettivi da raggiungere e le opportunità di crescita.

Lavoro da remoto e in mobilità, il cloud aiuta le imprese

Il telelavoro permette al dipendente di affrontare eventuali emergenze in atto ma anche di dare continuità agli impegni lavorativi. Ciò vale anche per chi occupa una posizione di responsabilità e non sempre può allontanarsi dall’ufficio con serenità. La soluzione è quella di poter restare sempre connessi, avendo naturalmente a disposizione i giusti strumenti per lavorare da remoto.
Il lavoro agile permette di ridurre lo stress lavorativo, consente di incrementare la produttività e riduce il traffico sulle strade, con un evidente vantaggio ambientale (calo delle emissioni di CO2 e delle polveri sottili causate dalla congestione stradale).

Il cloud abilita lo smart working
È facile comprendere come una infrastruttura di rete e uno schema di lavoro legacy, basati ancora oggi su meccanismi del decennio scorso, rendano impossibile una simile modalità di lavoro “fluida”.
Le piattaforme oggi disponibili per abilitare lo smart working sono molte ma, probabilmente, l’adozione pervasiva del cloud (in tutte le sue forme e servizi) è da considerarsi determinante.
All’atto pratico, il cosiddetto “agile work” richiede la disponibilità continua e da ovunque delle risorse aziendali (dati e infrastruttura), aspetti assecondati perfettamente dalle capacità offerte dal cloud.
La “nuvola” offre una grande scalabilità del business: i servizi erogati in cloud seguono l’andamento del business, adeguandosi alle necessità del momento.
La piattaforma mette a disposizione i dati in modo continuo, senza limiti. Non solo, i dati sono archiviati e protetti all’intero di datacenter, per la salvaguardia delle preziose informazioni aziendali e al riparo da possibili attacchi hacker.

Usare servizi cloud vuole dire avere a disposizione aree comuni di scambio dati e archiviazione sicura. File server e storage server sono facilmente gestibili, per esempio, attraverso piattaforme VPS.
I Cloud VPS sono server virtuali che vengono attivati all’interno dell’infrastruttura cloud del provider, sono disponibili attraverso decine di template preconfigurati e includono la licenza Windows Server. Oltre a una robusta sicurezza, logica e fisica, con questo tipo di servizio, il cliente ottiene anche un’assistenza tecnica gratuita, tutti i giorni, 24 ore su 24.

Tra i vantaggi del cloud, la possibilità di disporre di macchine e server in misura delle proprie necessità. Applicazioni e servizi possono dunque essere eseguiti e gestiti tramite sistemi esterni all’impresa, secondo una logica IaaS (Infrastructure as-a-Service). All’atto pratico, collocare all’esterno applicazioni e dati permette di ridurre i costi dell’hardware, del software e della manutenzione.

Indipendentemente da quale aspetto del cloud decidiate di utilizzare, la “nuvola” è in grado di soddisfare le esigenze in svariati contesti d’uso. Scalabilità e configurabilità sono certamente due aspetti di rilievo di questo mondo; è perciò possibile scegliere di scaricare all’esterno le necessità di potenza di calcolo, sfruttando server remoti per eseguire le applicazioni, mantenendo i dati all’interno dell’azienda, su server dedicati e controllati dal personale IT. Un tipo di approccio cosiddetto “ibrido” permette di selezionare le singole componenti e definire le policy di integrazione tra cloud e on-premise.

Allestire una rete virtuale capace di soddisfare le esigenze dell’azienda, anche in ottica di smart working può essere fatto in modo efficace, a seguito di una progettazione dei servizi, avvalendosi delle proposte dei cloud provider.

Ad esempio, i servizi IaaS cloud computing di Aruba si differenziano per la possibilità di selezione dei parametri di funzionamento in modalità totalmente autonoma da parte del cliente. Secondo una logica “self-service” è dunque possibile acquisire risorse computazionali e storage, che possono essere impiegate per creare macchine virtuali, servizi e architetture di potenza e complessità variabile.
Ogni attività passa dal pannello di controllo centralizzato, dove potremo generare, modificare e connettere istanze VM, raggiungendo il grado di configurazione desiderato.
Come anticipato, la scalabilità rappresenta probabilmente una delle caratteristiche del cloud più apprezzate. Seguendo questa logica, alcune offerte del Cloud Aruba sono pensate in modalità pay-per-use, in modo da consentire il pagamento delle sole risorse effettivamente impiegate.
Grazie al supporto dei principali hypervisor (VMware vSphere e Hyper-V) è dunque possibile realizzare una infrastruttura IaaS in modo rapido e diretto.

L’adozione di tool abilitati al cloud significa poter disporre dei medesimi strumenti dall’ufficio, ma anche da casa e in mobilità.
L’accesso a una simile architettura permette alle imprese di orchestrare in modo unificare servizi email e calendari, sistemi per l’archiviazione documentale con accesso da remoto e offre a dipendenti la capacità di collaborare condividendo file con altri elementi del team.
È così possibile creare un ambiente integrato e disporre di una piattaforma di fruizione unificata, ideale per attività da sistemi desktop, ma pensato anche per accedere ai file da smartphone o tablet e per gestire i file anche offline.

All’atto pratico, questo si traduce in una superiore produttività per i dipendenti, i manager e i mobile worker, che possono così affrontare la quotidianità con un potente strumento in più.