European Data Summit, presentato il disaster recovery sovrano

Cubbit, SUSE, Elemento Cloud, e StorPool Storage colmano il divario con uno stack unificato per resilienza e controllo del dato.

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I quattro player hanno svelato la suite di disaster recovery europea e sovrana, progettata per garantire continuità in caso di eventi catastrofici esterni e incontrollabili.

L’iniziativa offre alle organizzazioni europee una risposta rapida e concreta a una domanda sempre più urgente: quali workload critici devono essere migrati verso uno stack software europeo interamente sovrano e come le aziende possono iniziare a farlo nell’immediato, senza stravolgimenti o interruzioni di servizio. Progettata per la gestione di scenari di disaster recovery, la suite rappresenta anche un primo passo concreto verso il rimpatrio dei dati e il recupero del controllo dei workload da fornitori stranieri. Per rispondere alle preoccupazioni dei responsabili IT sulla maturità delle alternative europee e sui rischi legati al trasferimento di workload operativi, questo approccio aggrega prodotti già presenti sul mercato, dalla qualità consolidata e comprovata, per offrire una soluzione affidabile, di rapida implementazione e mirata per i casi d’uso aziendali più critici.

L’iniziativa risponde a un divario crescente nel mercato delle infrastrutture digitali europee

La domanda è in aumento, trainata dall’incertezza geopolitica, da normative più stringenti e dalla necessità di un maggiore controllo su dati e servizi critici. Gartner prevede che la spesa europea in sovereign cloud infrastructure-as-a-service (IaaS) crescerà di 3,3 volte, da 6,9 miliardi di dollari nel 2025 a 23,1 miliardi nel 2027 . Al tempo stesso, sebbene l’ecosistema tecnologico europeo stia diventando più visibile e strutturato, molte organizzazioni si trovano ancora di fronte alla stessa sfida: sebbene soluzioni europee affidabili e verticali esistano lungo tutto lo stack, non sempre sono disponibili come un’unica opzione integrata e pronta all’uso.

Ispirata alla visione di EuroStack, la Suite di Disaster Recovery Sovrana è progettata per contribuire a colmare il divario tra domanda e offerta. Combina tecnologie complementari che spaziano dallo storage all’orchestrazione multi-cloud, fino a rete, identità, osservabilità e management, integrando componenti europei open-source e proprietari in un unico stack implementabile, pensato per ridurre la frammentazione e accelerare l’adozione. In poche ore, la Suite di Disaster Recovery Sovrana consente alle organizzazioni di adottare un approccio concreto per ridurre la dipendenza da infrastrutture cloud non europee, senza dover sostituire tutto in una sola volta. Seguiranno ulteriori integrazioni, con la progressiva diffusione di nuovi casi d’uso.

Disaster recovery: un punto di partenza naturale

Quando una dipendenza critica su cloud mette a rischio la disponibilità, l’accessibilità o la sostenibilità strategica di servizi o dati — ad esempio in uno scenario di kill-switch che interrompe immediatamente l’accesso al servizio — il percorso di recovery è importante quanto l’ambiente di produzione stesso. La Suite di Disaster Recovery Sovrana consente alle organizzazioni di identificare i servizi critici, costruire e validare un setup di recovery sovrano e progressivamente estenderlo ad altri workload attraverso sincronizzazione e migrazione. Offre inoltre un percorso concreto per supportare la conformità a framework stringenti come NIS2, DORA, GDPR e normative regionali, preservando la piena sovranità europea lungo tutto lo stack tecnologico. In questo modo, la disaster recovery diventa non solo una misura di resilienza, ma anche un primo passo concreto verso una strategia cloud sovrana più ampia.

La Suite di Disaster Recovery Sovrana è già stata adottata da un IT service provider italiano e, grazie alla sua architettura aperta, può essere integrata da qualsiasi organizzazione, anche tramite implementazione diretta on-premise (in locale) presso clienti in tutta Europa. Nelle prossime settimane, ulteriori partner di Cubbit, SUSE, Elemento Cloud e StorPool Storage puntano a integrare la soluzione nei propri processi.

Alessandro Cillario, Co-CEO e Co-fondatore di Cubbit, ha dichiarato: “La sovranità digitale europea potrà scalare soltanto quando diventerà pratica da adottare. La Suite di Disaster Recovery Sovrana parte da un’esigenza operativa concreta, già sollevata da alcune delle più grandi imprese europee — la disaster recovery, appunto — e la trasforma in un’unica soluzione da implementare. Offre alle organizzazioni un modo realistico per rafforzare la resilienza e mantenere il controllo su dati e servizi critici, per iniziare a costruire nel tempo un’alternativa sovrana.”

Andreas Prins, Global Head Sovereign Solutions di SUSE, ha dichiarato: “La vera sovranità digitale non si costruisce in isolamento: nasce da un ecosistema collaborativo di tecnologie aperte e interoperabili. Integrando le fondamenta open-source di livello enterprise di SUSE con le competenze specialistiche dei nostri partner, stiamo dimostrando che l’Europa non ha solo i componenti — ha uno stack completo e mission-critical.”

Gabriele Fronzé, CEO e Co-fondatore di Elemento Cloud, ha dichiarato: “La sovranità digitale in Europa non è stata frenata dalla mancanza di tecnologia, ma dalla mancanza di integrazione. Senza orchestrazione, anche le migliori tecnologie rimangono frammentate. Le organizzazioni non hanno bisogno di altri componenti — hanno bisogno di controllo nel momento in cui conta di più. Questa iniziativa trasforma la sovranità in una realtà operativa, abilitando un’uscita concreta dalla dipendenza da infrastrutture non europee. Elemento rende tutto questo possibile attraverso il primo control plane vendor-neutral, Electros, e il nostro hypervisor, AtomOS, che unificano ambienti frammentati in un sistema unico e resiliente.”

Boyan Ivanov, CEO di StorPool Storage, ha dichiarato: “Le organizzazioni europee hanno bisogno di soluzioni IT sovrane solide, integrate e affidabili, sviluppate da aziende europee, capaci di garantire sicurezza, continuità operativa e indipendenza. Le alternative esistenti sono poche e frammentate, e con la Suite di Disaster Recovery Sovrana stiamo contribuendo a cambiare la situazione.”