Cisco ridisegna l’IT per prepararsi all’era dell’Agentic AI

Per sostenere cluster AI e Internet degli agenti, Cisco basa la strategia su quattro pilastri: infrastrutture AI Ready, nuovo chip G300, difesa AI-native e piattaforme integrate.

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Agentic AI, sicurezza nativa, piattaforme integrate e trust. È attorno a questi quattro pilastri che Cisco sta costruendo la propria strategia sull’intelligenza artificiale, delineata nel corso del recente evento Cisco Live. Una visione che combina innovazione di prodotto, controllo del silicio, sovranità digitale e modelli operativi agentici (AgenticOps) per affrontare una trasformazione che sta riscrivendo l’architettura stessa dell’IT.

A sintetizzare l’impostazione è Gianmatteo Manghi, Amministratore Delegato di Cisco Italia: “I punti fondamentali delle innovazioni che abbiamo annunciato si concretizzano in tecnologie, lanci e nuove disponibilità”.

L’infrastruttura deve essere adatta all’AI

Il primo pilastro è l’infrastruttura di rete AI Ready. “L’intelligenza artificiale non è solo generativa: è anche agentica e deterministica – afferma Manghi –. Almeno due terzi delle applicazioni che vedremo svilupparsi saranno vertical specific, orientate a use case mirati per migliorare processi produttivi, produttività e qualità nelle imprese, nella PA e nella sanità”.

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Un’evoluzione che impone un salto infrastrutturale. “Tutti questi processi potenziati dall’AI richiedono una rete estremamente performante e sicura. L’intelligenza artificiale si comporta in modo diverso rispetto alle applicazioni tradizionali: richiede bassa latenza, prestazioni continue e grande affidabilità nella trasmissione dei dati”, sottolinea l’AD di Cisco Italia.

Fino a 102,4 Tbps di switching

Sul fronte hardware, l’annuncio più rilevante è il nuovo Silicon One G300, ASIC proprietario capace di raggiungere 102,4 Tb al secondo di capacità di switching e di supportare porte Ethernet da 1,6 Tb. “Questo nuovo chip ha prestazioni notevolmente migliorate rispetto al passato e ci consente un maggiore controllo sulla tecnologia e sugli elementi che costituiscono le infrastrutture di rete che proponiamo ai clienti”, evidenzia Manghi.

Il G300 è alla base delle nuove piattaforme Nexus 9000 e Cisco 8000, pensate per data center ad alta densità e cluster AI su larga scala. Le nuove soluzioni introducono anche moduli ottici da 1,6T e 800G LPO, in grado di ridurre drasticamente i consumi energetici per gigabit trasportato, oltre a opzioni di raffreddamento a liquido per sostenere carichi termici sempre più elevati.

Maggiore protezione con Agentic AI

Il secondo pilastro è la sicurezza. “Le applicazioni AI richiedono una protezione ancora maggiore – afferma Manghi –. “Non solo perché vanno tutelate per garantire il loro funzionamento ottimale, ma anche perché l’intelligenza artificiale viene utilizzata da agenti malevoli per sferrare attacchi”.

La risposta di Cisco è duplice: AI per proteggere l’AI e sicurezza distribuita nell’infrastruttura. In questo contesto si inserisce Cisco AI Defense, piattaforma che introduce red teaming avanzato contro prompt injection multi-turn, censimento delle componenti AI e strumenti per prevenire la dispersione di dati sensibili. “È impensabile che un operatore umano possa intercettare centinaia di attacchi simultanei. Serve l’intelligenza artificiale per supportare l’analisi e identificare le minacce più gravi”, aggiunge Manghi.

L’integrazione quale fattore strategico

Il terzo asse strategico è l’integrazione a piattaforma. “Stiamo integrando sempre di più soluzioni di rete, data center, sicurezza e observability in un’unica piattaforma”, spiega Manghi. Un esempio è Nexus One, dashboard unificata che, grazie anche alle tecnologie di Splunk, consente di correlare in tempo reale telemetria di rete e comportamento dei workload AI.

Il quarto pilastro è il trust. “L’intelligenza artificiale richiede un livello di affidabilità ancora maggiore da parte di chi la sviluppa e la utilizza”, afferma Manghi. Cisco ha formalizzato principi etici e aderito alla Rome Call for AI Ethics. “Continuiamo a investire per rafforzare il rapporto di fiducia con clienti, partner e mercato”.

L’impatto dell’AI sui data center

CiscoStefano Gioia, Cloud & AI Architect EMEA di Cisco Systems, sottolinea l’impatto sistemico dell’AI sui data center: “Abbiamo assistito negli ultimi 2-3 anni a un’accelerazione tecnologica senza precedenti. L’intelligenza artificiale sta riscrivendo le regole dell’innovazione, ma per coglierne le opportunità non basta il software: serve un’infrastruttura efficiente, scalabile e soprattutto sicura”.

Il nuovo G300 – spiega –, non è solo potenza: è un chip intelligente e programmabile. E la programmabilità è fondamentale”. Nei cluster AI, infatti, il traffico generato da sistemi agentici è imprevedibile. “Parliamo di sistemi capaci di agire in autonomia per raggiungere obiettivi complessi. Questa autonomia produce traffico dinamico che richiede una rete estremamente flessibile”.

Gioia evidenzia anche il tema dell’affidabilità: “Basta una micro-interruzione per invalidare una sessione di training di un large language model che può durare settimane, con enormi sprechi di tempo e denaro”. Grazie alle nuove architetture, Cisco stima una riduzione dei tempi di training fino al 28%.

Agentic AI – Cisco costruisce le fondamenta dell’Internet degli agenti

CiscoIl concetto di piattaforma evolve ulteriormente con AI Canvas, che integra AI Assistant, workspace collaborativo e gestione degli accessi. Luca Relandini, Principal Architect per Observability di Cisco, precisa: “Cisco si è messa a capo di Agency, progetto open source che intende costruire le fondamenta per quello che sarà l’Internet degli agenti”.

Secondo Relandini, la trasformazione è radicale: “Gli agenti sono entità autonome in grado non solo di eseguire task, ma anche di coordinarsi fra loro”. In questo contesto, l’AI Assistant integrato nei prodotti Cisco diventa un elemento chiave: “È come avere un assistente che conosce profondamente il sistema, capace di raccogliere dati da domini tecnologici diversi, correlarli e restituirli in forma comprensibile”.

Con AI Canvas, aggiunge, “riduciamo i tempi di risoluzione dei problemi da ore, e in alcuni casi giorni, a pochi minuti”, mantenendo comunque l’essere umano nel ciclo decisionale.4

Complessità architetturale e sovranità digitale

CiscoSul piano della complessità architetturale interviene Michele Festuccia, Direttore Tecnico di Cisco Italia: “Oggi lavorare su un sistema di telecomunicazione multidominio è estremamente complesso. Molti domini e molti sistemi interagiscono tra di loro”.

Con l’introduzione dell’AI, spiega, “alcuni aspetti deterministici possono diventare più statistici”. Per questo Cisco punta su embedded AI e modelli agent-first. “Vogliamo che queste funzionalità diventino parte integrante dei nostri sistemi e supportino l’operatività quotidiana”.

Sul tema della sovranità digitale, Festuccia afferma: “La sovranità dei dati rappresenta un’esigenza del sistema Paese, ma anche un’esigenza molto forte per le aziende, che vogliono mantenere indipendenza nelle scelte tecnologiche”. L’azienda sta attivando centri di supporto tecnico nazionali con personale qualificato e adeguato livello di clearance per clienti che operano in ambiti critici.

Il nuovo perimetro della cybersecurity

Infine, Renzo Ghizzoni, Country Leader Sales Security di Cisco Italia, evidenzia il cambio di paradigma: “Non possiamo più parlare di sicurezza come di uno strato aggiuntivo sopra le applicazioni o sopra l’infrastruttura. L’infrastruttura stessa deve essere garante della sicurezza”.

Attraverso Security Cloud Control e il modello Hybrid Mesh Firewall, “le policy vengono applicate esattamente dove servono e quando servono, in modo seamless e omogeneo”. Gli agenti integrati analizzano flussi e capacità in tempo reale. “Rendiamo automatica non solo la generazione delle policy, ma anche la reazione agli incidenti”.

E nell’era degli agenti software, conclude Ghizzoni, “l’identità è il nuovo perimetro della cybersecurity. Non possiamo più dare per scontato che chi si presenta a un’applicazione sia davvero chi dice di essere”.