La formazione obbligatoria sull’AI Act diventa un requisito essenziale per le aziende che sviluppano o utilizzano sistemi di Intelligenza Artificiale, secondo quanto illustrato nel nuovo instant paper del centro di innovazione digitale Cefriel. L’articolo 4 del Regolamento UE 2024/1689 introduce l’obbligo formativo sull’AI (AI Literacy) per provider e deployer, rendendo fondamentale l’adozione di percorsi formativi mirati.
Nel documento “AI Act e competenze obbligatorie: cosa cambia davvero per le aziende”, a cura di Evija Trusaite, vengono approfonditi gli obblighi, le scadenze e le strategie per trasformare l’AI Act da semplice adempimento normativo in un’opportunità concreta per rafforzare le competenze interne e costruire un vantaggio competitivo duraturo.
Alessandro De Biasio, CEO Cefriel
L’AI Act mette al centro un principio chiave: senza competenze non può esserci fiducia nella tecnologia. Formare le persone significa renderle capaci di comprendere limiti, rischi e potenzialità dell’AI, promuovendo una cultura dell’uso responsabile. È su questa consapevolezza che si costruisce una vera opportunità per tutte le organizzazioni che utilizzano l’Intelligenza Artificiale.
Cosa prevede l’AI Act
Il regolamento stabilisce che la responsabilità dipende da come l’AI viene utilizzata e con quale rischio. Distinguendo tra provider, chi sviluppa o rende disponibile un sistema AI, e deployer, chi lo impiega nei propri processi, l’AI Act chiarisce le responsabilità e le competenze richieste.
Le grandi imprese oggi sono prevalentemente deployer e utilizzano soluzioni di AI in ambiti come HR, operation, manutenzione, customer service e supporto alle decisioni. Gli obblighi principali riguardano la governance, ovvero conoscere dove l’AI viene impiegata, per quali scopi e con quali rischi, garantendo la supervisione umana e le competenze adeguate.
Anche strumenti di AI generativa come Copilot, ChatGPT o soluzioni analoghe rientrano nel perimetro del regolamento. Le aziende devono garantire un utilizzo consapevole, affinché il personale coinvolto comprenda capacità, limiti e rischi degli strumenti.
L’AI Act è entrato in vigore il 1° agosto 2024 con applicazione graduale. Il 2026 rappresenta l’anno chiave in cui le aziende devono rispettare la maggior parte degli obblighi, inclusi quelli legati alla governance, gestione del rischio e trasparenza.
Le organizzazioni dovranno quindi dimostrare di aver implementato misure adeguate per garantire l’AI Literacy, attraverso formazione obbligatoria, processi strutturati e tracciabilità delle attività svolte.
L’approccio di Cefriel: dalla compliance alla governance consapevole dell’AI
Cefriel supporta le aziende nel trasformare la formazione obbligatoria prevista dall’AI Act in una leva strategica di crescita e competitività. L’offerta formativa sull’Intelligenza Artificiale è modulare e tiene conto di settore, processi aziendali e ruoli coinvolti.
I percorsi disponibili includono:
- AI Awareness: introduzione per manager e funzioni di business su uso responsabile e consapevole dell’AI
- Workshop di progettazione: identificazione di casi d’uso concreti
- AI Adoption: laboratori operativi e integrazione nei processi
- Coaching: accompagnamento nella trasformazione dei processi
- Formazione specialistica tecnica: AI e Machine Learning, Architetture AI, NLP e Computer Vision, Responsible AI
Il tempo per prepararsi è ora: il regolamento richiede un percorso progressivo di consapevolezza, organizzazione e governance dell’Intelligenza Artificiale nelle aziende.






