Cybersicurezza – Clusit nel suo report lancia l’allarme sulla crescita degli attacchi e la sempre più complessa gestione degli ambienti critici in un panorama di nuove minacce e normative europee più severe. I cyber attacchi non solo crescono in numero, ma assumono forme sempre più mirate e capaci di interferire con funzioni operative critiche. Interessando in modo particolare infrastrutture industriali, servizi essenziali e realtà soggette a regolamentazioni specifiche.
Clusit mette in guardia sul fenomeno dell’hacktivism
L’effetto diretto è un incremento della complessità da gestire per chi opera quotidianamente in ambito OT, ICS, IoT e IT, chiamato a valutare rapidamente scenari di rischio in evoluzione continua. Nella prima metà del 2025 sono stati registrati in Italia circa 280 episodi gravi, un dato che avvicina già nei primi 6 mesi l’intero volume dell’anno precedente. A livello globale, oltre 8 attacchi su 10 risultano avere un impatto classificato come critico o elevato. In Italia cresce inoltre il fenomeno dell’hacktivism, che raggiunge il 54% degli incidenti osservati. Confermando così uno scenario in cui motivazioni diverse convergono nel colpire settori operativi sensibili.
Cybersicurezza – Una trasformazione rapida
Questi numeri non rappresentano soltanto un aumento della minaccia. Infatti sono lo specchio di un cambiamento nel modo in cui essa incide sulla gestione quotidiana delle infrastrutture: tempi di reazione più stretti, maggiore difficoltà nel distinguere segnali anomali dal rumore di fondo e un carico crescente di attività di valutazione e controllo.
Per Clusit cresce lo stress che riguarda i team della sicurezza
A complicare ulteriormente il quadro interviene l’evoluzione del contesto normativo europeo. Direttive come NIS2 e il regolamento DORA impongono standard più severi in materia di continuità operativa, gestione del rischio e documentazione dei processi. I team si trovano così a dover coniugare operatività e compliance in un ambiente dove il tempo è una risorsa limitata.
E inoltre gli adempimenti richiedono tracciabilità puntuale e verificabile. In questo scenario, la sola tecnologia non basta. Servono strumenti che semplifichino il lavoro delle persone, offrano un quadro chiaro della situazione e aiutino a prendere decisioni rapide e informate. Servono piattaforme che riducano il tempo necessario per capire ‘cosa sta succedendo’, minimizzino gli errori e liberino energie da dedicare ad attività a maggior valore.
Cybersicurezza – Cambiare approccio per operare con consapevolezza

Fabio Palozza, Vice President Solution Engineering – EMEA di Claroty
Il quadro delineato dal Rapporto Clusit evidenzia non solo la crescita delle minacce, ma anche l’urgenza di una gestione più rapida, chiara e coordinata degli ambienti critici. In un contesto in cui la complessità aumenta e i requisiti normativi diventano più stringenti, la vera sfida non è aggiungere nuovi strumenti, ma garantire ai team una capacità di controllo immediata e affidabile su ciò che accade nei loro sistemi.Il valore di Claroty risiede nel trasformare un ecosistema spesso frammentato in una visione unica e coerente. Consentiamo di identificare gli asset con precisione, comprendere subito ciò che rappresenta un rischio reale e intervenire in modo mirato, senza rallentare le operazioni. Questo approccio permette alle persone di operare con maggiore sicurezza e consapevolezza, riducendo tempi di risposta, incertezze e margini di errore in scenari che evolvono rapidamente. La nostra missione è mettere le persone nelle condizioni di lavorare con strumenti che semplificano, chiariscono e consolidano la gestione degli ambienti cyber-fisici. Offriamo tecnologie pensate per rendere più fluido ogni passaggio — dalla visibilità alla decisione, dall’analisi all’azione — supportando i team nel mantenere affidabilità, continuità e controllo anche nei momenti più critici. È questo, oggi, il fondamento di una sicurezza realmente efficace.






