Irina Artioli, Security Solutions Consultant di Acronis, spiega come scegliere gli RMM Remote Monitoring and Management potenziati dall’A e i loro benefici per MSP e team IT.
Sempre più Managed service provider (MSP) stanno adottando strumenti RMM (Remote Monitoring and Management) potenziati dall’AI per tenere il passo con le nuove esigenze IT. Le piattaforme RMM tradizionali consentono agli MSP di monitorare da remoto gli endpoint dei clienti, distribuire patch, eseguire script e risolvere problemi da una console centralizzata. Le nuove piattaforme potenziate dall’AI portano tutto questo a un livello d’efficienza superiore. Grazie all’integrazione dell’intelligenza nei processi di gestione degli endpoint, gli MSP possono automatizzare infatti le attività di routine, prevedere e prevenire problemi e rafforzare la sicurezza in modi che prima non erano possibili.
L’evoluzione degli strumenti RMM potenziati dall’AI
Il ruolo dell’AI nei software RMM si è evoluto rapidamente. In origine, queste soluzioni permettevano agli MSP di lavorare da remoto in modo proattivo. Il software, però, ‘non era ancora in grado di pensare autonomamente’: i tecnici dovevano identificare e risolvere manualmente la maggior parte dei problemi. Oggi, l’automazione intelligente sta ridefinendo il significato di RMM per gli MSP. Gli esperti del settore parlano di una nuova era, definita MSP 3.0, in cui un RMM potenziato dall’AI è in grado di individuare e risolvere autonomamente i problemi.
Consentendo ai provider di offrire servizi predittivi e orientati alla cybersecurity senza sforzi aggiuntivi. In pratica, un RMM potenziato dall’AI può correggere automaticamente le anomalie e ottimizzare i sistemi, permettendo agli MSP di erogare una gamma più ampia di servizi e su più larga scala.
Per non perdere le opportunità offerte
La società di analisi Canalys avverte che i provider in ritardo sul suo utilizzo rischiano di perdere opportunità di business. Le realtà più lungimiranti stanno investendo già da tempo in questi strumenti per restare competitivi. Sfruttando l’AI per attività come la generazione di script, il rilevamento di anomalie e la remediation automatizzata, passano da un supporto IT reattivo a un modello proattivo. L’obiettivo è lavorare in modo più intelligente, delegando all’AI le attività ripetitive, per consentire agli esperti umani di concentrarsi su progetti ad alto valore per i clienti.
Funzionalità chiave da cercare in un software RMM potenziato dall’AI
Quando si valuta un software RMM potenziato dall’AI è fondamentale verificare alcune funzionalità. La prima è la capacità di discovery e monitoraggio dei dispositivi. Lo strumento RMM deve essere in grado di individuare automaticamente tutti i dispositivi presenti nelle reti dei clienti e monitorarne costantemente lo stato. Le soluzioni più avanzate utilizzano tecnologie di scansione attiva e passiva per costruire un inventario aggiornato in tempo reale, garantendo visibilità totale.
Per esempio, Device Sense di Acronis esegue discovery passiva continua e scansioni attive su richiesta. Garantendo agli MSP una visibilità completa su ogni dispositivo, gestito o non gestito. Questo garantisce che nessun endpoint passi inosservato, aspetto chiave per la sicurezza e la manutenzione.
La gestione intelligente delle patch
Fondamentale anche la gestione intelligente delle patch. Mantenere aggiornati i sistemi è cruciale per la sicurezza, ma rappresenta un’attività complessa. Il software RMM ideale utilizza l’AI per automatizzare il processo, valutare i rischi e introdurre meccanismi di fail-safe, come backup automatici prima degli aggiornamenti, per consentire rollback in caso di problemi. Un’altra funzionalità chiave è lo scripting assistito dall’AI. I moderni strumenti RMM integrano assistenti intelligenti in grado di generare e correggere script per automatizzare le attività IT, riducendo errori e tempi di sviluppo.
Gli elementi chiave
Questo consente anche ai tecnici meno esperti di creare script affidabili. La distribuzione automatizzata del software è un altro elemento chiave. Le piattaforme più evolute permettono di distribuire applicazioni e aggiornamenti su più endpoint da una singola console, con librerie di software predefinite, pacchetti personalizzati e controlli di sicurezza integrati. Per esempio, Acronis DeplogPilot consente agli MSP di utilizzare repository di software gestiti centralmente. Inoltre adotta misure di sicurezza come la verifica delle firme digitali e la scansione antimalware dei pacchetti. Questo garantisce che la distribuzione del software sia efficiente, standardizzata e sicura.
L’importanza di essere proattivi
Importante anche il monitoraggio proattivo con alert intelligenti e capacità di auto-riparazione. Meglio appoggiarsi a sistemi di segnalazione basati su machine learning capaci di andare oltre le soglie statiche. Infatti un sistema potenziato dall’ML è in grado di apprendere i normali modelli di prestazione e rilevare anomalie che potrebbero portare a problemi in fase di sviluppo. Questo riduce i falsi allarmi e consente di individuare tempestivamente anche le criticità più piccole.
Risposte automatiche e non solo
Queste funzionalità vanno abbinate alla possibilità di definire risposte automatiche a determinati avvisi. Come il riavvio automatico di un servizio, la liberazione di spazio su disco o l’esecuzione di uno script di riparazione quando si verifica una certa condizione. Acronis RMM, per esempio, include monitoraggio basato su anomalie e soglie, con la possibilità di eseguire script o altre azioni nel momento stesso in cui viene generato un alert. Queste capacità consentono un’automazione intelligente, in cui la piattaforma RMM non si limita a segnalare i problemi, ma compie anche i primi tentativi di risoluzione senza attendere l’intervento umano.
Sicurezza e backup
Infine, vanno considerati sicurezza e backup. Le migliori soluzioni RMM includono o integrano protezione endpoint, backup e recovery, garantendo un approccio “security-first” che combina gestione IT e cybersecurity in un’unica piattaforma. Per esempio, invece di affidarsi a componenti aggiuntivi di terze parti per antivirus o backup, la soluzione di Acronis si integra in una piattaforma che include nativamente queste funzionalità.
Ciò significa che un MSP può monitorare lo stato di un dispositivo, proteggerlo da ransomware ed eseguire il backup dei dati all’interno di un’unica console. Quando si valutano strumenti RMM, è importante, poi, dare priorità alle soluzioni che offrono un’integrazione profonda con le funzionalità di cyber protection, valutando funzioni specializzate come la gestione della sicurezza SaaS. Questo non solo migliora il livello di sicurezza complessivo, ma semplifica anche i flussi di lavoro dei tecnici.
Benefici strategici e operativi dell’automazione RMM
L’adozione di un RMM potenziato dall’AI offre vantaggi concreti. Sul piano strategico, l’automazione intelligente dell’RMM consente agli MSP di scalare il business e differenziarsi. Sul piano operativo, migliora efficienza e qualità del servizio. L’automazione aumenta la produttività e la scalabilità, permettendo di gestire più clienti con meno sforzo manuale. I tecnici possono concentrarsi su attività a maggior valore, mentre il sistema gestisce quelle ripetitive. La risoluzione proattiva dei problemi riduce, poi, i tempi di inattività, correggendo le criticità prima che impattino i clienti. La qualità del servizio migliora grazie a maggiore coerenza: ogni dispositivo viene monitorato, ogni patch applicata e ogni alert gestito secondo policy definite. Anche la sicurezza ne beneficia: aggiornamenti tempestivi, rilevamento di comportamenti sospetti e risposta automatizzata riducono il rischio di incidenti.
La conclusione
In sintesi, un RMM basato sull’AI non si limita a ridurre il lavoro manuale, ma eleva l’intero modello di erogazione dei servizi offerti da un MSP. Gli consente di fornire servizi a valore aggiunto con un livello maggiore di automazione intelligente, aiutandolo a distinguersi dai concorrenti meno strutturati. Il tutto operando in modo più redditizio.





