AI enterprise – Nutanix ha incontrato la stampa specializzata per tracciare un quadro aggiornato delle sfide che le imprese si trovano ad affrontare nell’era dell’intelligenza artificiale: dalla sovranità del dato alla proliferazione degli agenti AI, passando per la complessità crescente delle architetture distribuite e dell’utilità di una piattaforma per governarle. A fare il punto è stato Albert Zammar, Country Manager Italia, che ha illustrato come il mercato IT stia vivendo una trasformazione profonda, guidata dall’evoluzione del multicloud ibrido e da trend tecnologici destinati a ridefinire l’infrastruttura IT aziendale. Nel corso dell’incontro sono state presentate anche le principali novità annunciate all’evento .NEXT 2026, svoltosi a Chicago nel mese di aprile.
AI enterprise – La piattaforma di Nutanix
Nutanix è nata con un’idea semplice quanto dirompente: il data center in a box, una soluzione integrata di software e hardware capace di centralizzare la memorizzazione e la gestione dei dati aziendali in un unico sistema compatto ed efficiente. Un concetto rivoluzionario per l’epoca, ma che oggi non è più sufficiente a rispondere alle esigenze delle organizzazioni enterprise, che non possono – né vogliono – abbandonare le infrastrutture su cui hanno investito nel corso degli anni.
La risposta di Nutanix è consistita nell’evolvere il proprio prodotto verso una piattaforma aperta, in grado di gestire dati e applicazioni indipendentemente da dove risiedano: cloud pubblico, cloud ibrido, on-premise o edge. Il principio fondante è un’unica console di governo per ambienti eterogenei, per eliminare la frammentazione operativa che affligge molte realtà IT di livello enterprise.

AI enterprise ibrida
Questa apertura si traduce concretamente in un sistema di partnership in rapida espansione. Nutanix ha avviato collaborazioni con i principali vendor di sistemi di archiviazione: HPE, Dell, Cisco, Lenovo, Everpure e NetApp. Con quest’ultimo, proprio in occasione del .NEXT 2026, è stata annunciata un’integrazione destinata a entrare in produzione entro la fine dell’anno, che unirà l’infrastruttura dati intelligente di NetApp – basata sui propri sistemi di storage enterprise – con la Nutanix Cloud Platform (NCP) e l’hypervisor proprietario Nutanix AHV.
Tutti i prodotti dei vari vendor devono naturalmente superare un processo di certificazione da parte di Nutanix prima di essere inseriti nella lista di componenti compatibili. Un processo che il marchio ha recentemente accelerato per far fronte alla crescente scarsità di dischi e memorie sul mercato, ampliando così il catalogo delle soluzioni certificate disponibili per i propri clienti.
A supportare la strategia del brand ci sono anche i risultati dell’indagine Enterprise Cloud Index, commissionata da Nutanix a Wakefield Research e condotta su un campione di 1.600 dirigenti IT operanti in ambito cloud, distribuiti in diversi Paesi – Italia inclusa – e appartenenti ad aziende con più di 500 dipendenti.
Albert Zammar
L’analisi ha evidenziato due criticità ricorrenti: la prima riguarda la sovranità del dato, ovvero la necessità che le informazioni aziendali risiedano nel territorio nazionale indicato dall’impresa. La seconda è relativa ai rischi derivanti dai silo organizzativi, una problematica che si acuisce significativamente con l’adozione dell’intelligenza artificiale. A ciò si aggiunge la crescente domanda di capacità computazionale generata dall’AI, che spinge le aziende verso architetture distribuite – esattamente il terreno su cui Nutanix ha costruito il proprio vantaggio competitivo.
Nutanix .NEXT 2026: le novità più importanti
L’evento di Chicago ha rappresentato il palcoscenico per una serie di annunci di rilievo, tutti orientati ad abilitare le imprese nell’adozione su larga scala dell’intelligenza artificiale e delle architetture container-native.
Albert Zammar
La novità più strategica è Nutanix Agentic AI, una soluzione full stack progettata per supportare applicazioni moderne e carichi di lavoro derivanti dall’implementazione di modelli di AI all’interno delle organizzazioni. Il cuore della soluzione è un gateway intelligente che si frappone tra gli agenti AI e l’infrastruttura sottostante, corredato di una console di governo centralizzata. Il problema che Nutanix intende risolvere è concreto: gli agenti AI richiedono risorse computazionali ingenti, ma quantificare con precisione il fabbisogno effettivo di potenza di calcolo e memoria è un’operazione complessa, con il risultato che le aziende tendono a sovra-allocare le risorse. L’obiettivo di Nutanix è abilitare una distribuzione delle risorse lineare ed efficiente, ottimizzando i costi operativi legati all’AI agentica.
Altrettanto rilevante è l’annuncio di NKP Metal, soluzione pensata per estendere il modello operativo di Nutanix Kubernetes Platform (NKP) alle infrastrutture bare-metal, consentendo il deployment di container direttamente sull’hardware fisico, senza hypervisor intermedi. L’esecuzione di Kubernetes su bare metal garantisce le prestazioni e la flessibilità richieste dai carichi di lavoro più esigenti – in particolare negli ambienti edge e nei workload di addestramento AI che si affidano a infrastrutture GPU ad alta densità. Tuttavia, la gestione su larga scala di questi ambienti introduce complessità operative significative: dal provisioning dei server fisici alla gestione degli aggiornamenti firmware, fino all’integrazione di servizi di storage e networking, spesso delegata a team altamente specializzati. NKP Metal adotta un’architettura dual-native in cui container e macchine virtuali operano come componenti di primo livello, all’interno di un modello operativo unificato che copre anche i carichi ad alte prestazioni.

Sul fronte dello storage, Nutanix Unified Storage (NUS) 5.3 è la release pensata per trasformare l’object storage in un livello ad alte prestazioni adatto alle AI Factory. La nuova versione estende le funzionalità di Smart Tiering abilitando lo spostamento dei dati verso Google Cloud e OVHCloud S3 in modo coerente e automatizzato. Entro la fine del 2026 NUS integrerà inoltre l’accelerazione RDMA (Remote Direct Memory Access) per lo storage di oggetti compatibile con S3, una tecnologia che promette di incrementare significativamente la velocità di trasferimento dei dataset di grandi dimensioni utilizzati nell’addestramento dei modelli AI e nelle pipeline ad alta intensità di dati.
Un’altra soluzione annunciata a Chicago è Nutanix Data Lens 2.0, evoluzione della piattaforma di visibilità dei dati. La soluzione permette di ottenere una vista unificata su tutti i dati presenti nella piattaforma – sia strutturati sia non strutturati – con capacità di catalogazione, rilevamento delle anomalie e analisi in tempo reale. Data Lens può operare sia in ambienti cloud sia on-premise, raccogliendo i log di sistema e segnalando accessi anomali, trasformandosi così in uno strumento attivo di prevenzione delle minacce alla sicurezza del dato.
Sempre nel corso dell’evento di Chicago è stata annunciata l’integrazione certificata tra Nutanix Database Service (NDB) e MongoDB Ops Manager. La collaborazione combina automazione dell’infrastruttura e gestione dei database per semplificare le operazioni su MongoDB, consentendo ai clienti di ottimizzare la gestione del ciclo di vita e la protezione dei dati in ambienti mission-critical su larga scala.
Infine, Nutanix Cloud Clusters (NC2) viene ampliato con nuove opzioni di deployment su diversi hyperscaler. In arrivo entro fine anno il supporto per cloud region governative sicure, tra cui AWS GovCloud e AWS European Sovereign Cloud. Nella seconda metà del 2026 arriverà inoltre il supporto per istanze bare-metal C3 e Hyperdisk con NC2 su Google Cloud, offrendo ai clienti la flessibilità di scalare archiviazione e calcolo in modo indipendente. Per i service provider, Nutanix ha potenziato la piattaforma con funzionalità multi-tenant avanzate, così da permettere la gestione di più clienti sulla medesima infrastruttura nel pieno rispetto delle normative vigenti.






