Intervistiamo Mattia Montepara, CEO di Sibill, per parlare delle recenti evoluzioni dell’azienda, di automazione finanziaria e intelligenza artificiale per le PMI.
– Come si posiziona Sibill, oggi, a livello italiano e globale?
Sibill è nata a Milano e resta profondamente focalizzata sul mercato italiano, che è il nostro campo di gioco principale. Abbiamo raccolto 18,7 milioni di euro da investitori internazionali come Creandum – già investitore in Klarna e Spotify – Exor e Keen Ventures Partners. Un risultato che ci ha permesso di crescere in modo significativo: cresciamo più di 2x anno su anno, oggi siamo circa 100 persone (eravamo meno di 50 ad aprile 2025) e a gennaio ci siamo trasferiti in un nuovo ufficio a Milano.
Serviamo oltre 4.000 piccole e medie imprese distribuite su tutto il territorio nazionale, in settori molto diversi tra loro (horeca, retail, settore manifatturiero, software etc…). Siamo partiti dalla tesoreria, poi abbiamo integrato fatturazione, conti e carte, e oggi stiamo sviluppando una nuova piattaforma dedicata alla contabilità. Il prodotto si è sempre evoluto ascoltando i bisogni reali delle imprese, seguendo le loro esigenze concrete.
Il 2026 segna un’evoluzione strategica precisa e al tempo stesso naturale: affianchiamo al presidio delle PMI un’apertura verso gli studi di commercialisti. È un mercato con esigenze specifiche, attraversato da cambiamenti profondi, che stiamo analizzando con attenzione crescente, come dimostra il nostro recente Osservatorio Sibill PMI & Commercialisti 2026.
– Quali mercati andate a indirizzare? Quali osservatori privilegiati, potete dirci come si sta muovendo il Vs segmento di competenza?
Il nostro segmento di mercato è sempre stato quello della gestione finanziaria e amministrativa per le PMI italiane. Nel 2026 abbiamo affiancato a questo un secondo interlocutore chiave: i commercialisti. Sono loro a tenere insieme i numeri delle imprese, ma oggi passano troppo tempo su attività prettamente operative e ricorrenti, che l’automazione può eliminare quasi del tutto.
Oggi abbiamo centinaia di studi attivi sulla piattaforma e un numero crescente di partner, e abbiamo l’obiettivo di rafforzare ulteriormente questa base entro fine anno. Stiamo sviluppando moduli specifici per la contabilità che usano l’AI per automatizzare attività operative ricorrenti (come registrazione delle fatture, riconciliazioni bancarie, lettura dei documenti cartacei, scambio documentale con i clienti e gestione dei dichiarativi) liberando tempo per attività a maggior valore aggiunto, come la consulenza e il supporto strategico dei clienti in fase decisionale.
Il mercato si sta muovendo lungo due direttrici parallele. Da un lato emergono realtà verticali, specializzate per settore o per singole funzioni; dall’altro, grandi incumbent cercano di rinnovarsi in chiave AI, ma faticano spesso a colmare il gap tra barriera tecnologica e user experience. Noi ci muoviamo su un terreno diverso, poiché puntiamo su semplicità d’uso e misurabilità dei risultati.

– Automazione finanziaria e PMI: la digitalizzazione è un aspetto fondamentale per le aziende, quali sono i passi fondamentali a vostro modo di vedere?
Per noi l’automazione è una direzione precisa, che misuriamo in modo concreto, secondo quanto lavoro manuale eliminiamo, quanto tempo risparmiamo, quanto migliora la qualità degli output.
Alcuni dati sono particolarmente indicativi. Il 70% delle riconciliazioni tra movimenti e fatture è gestito automaticamente dal sistema. Il nostro algoritmo di categorizzazione classifica in media il 60% dei movimenti nelle categorie personalizzate del cliente, con una precisione del 96%, senza bisogno di configurare regole complesse. L’80% delle fatture e dei corrispettivi registrati in contabilità su Sibill è oggi precompilato dall’AI e confermato da un solo click, singolo o massivo. Entro fine anno porteremo questa percentuale dall’ 80% al 95%.
Quando diciamo: “Tu hai il controllo, Sibill fa il lavoro per te” intendiamo esattamente questo. Partiamo quindi da un principio semplice: usare l’intelligenza artificiale significa velocizzare quello che prima era lento e semplificare quello che prima era complesso. É il criterio con cui valutiamo ogni funzionalità che andiamo a sviluppare.
– Gestione dei dati finanziari per le PMI in Italia, tra ostacoli (fisici e culturali) e carenza di competenze. Come si evolve questo scenario? Cosa fate per migliorare l’operatività delle imprese?
Questa è la domanda che sta al centro del nostro lavoro. Le PMI italiane gestiscono i propri dati finanziari in modo frammentato (conti correnti, cassetto fiscale, fogli Excel, software di contabilità, archivi cartacei). Non esiste una visione unitaria e, senza una visione unitaria, è difficile prendere decisioni consapevoli.
Il nostro obiettivo è costruire una vera e propria “cabina di pilotaggio”, un unico ambiente, chiaro e ordinato, in cui convergono tutti i dati finanziari e amministrativi dell’impresa. Questo consente di passare da una gestione reattiva a una gestione consapevole del business.
Esiste poi una dimensione culturale altrettanto rilevante. Molte PMI non dispongono di un dipartimento finance strutturato: la gestione finanziaria è spesso delegata al commercialista, mentre la responsabilità decisionale resta in capo all’imprenditore. Si crea così un divario che non è solo tecnologico, ma anche di consapevolezza.
Il nostro ruolo è duplice: da un lato offriamo strumenti potenti ma semplici da usare, accessibili anche a chi non ha competenze tecniche specifiche; dall’altro, accompagniamo imprenditori e professionisti verso una comprensione più profonda dei propri numeri. La tecnologia diventa così un abilitatore di consapevolezza, non solo di efficienza.

– Come AI e automazione stanno intervenendo positivamente sull’organizzazione dei dati finanziari nelle PMI?
L’impatto più rilevante non è solo nell’automazione delle attività, ma nel cambio di prospettiva che questa abilita. Le attività amministrative smettono di essere un costo e diventano una fonte di insight per il business.
Ad esempio, una gestione più efficace del cash flow consente di individuare opportunità di investimento o di anticipare eventuali criticità, intervenendo per tempo. La categorizzazione automatica permette di comprendere meglio le voci di spesa e di ottimizzare i costi. L’automazione dei solleciti di pagamento migliora i tempi di incasso, mentre la riconciliazione automatica riduce errori e tempi operativi.
Il risultato è triplice: tempo risparmiato, maggiore qualità dei dati e decisioni più informate, anche per chi non ha una formazione finanziaria specialistica. La tecnologia riduce la barriera di accesso alla comprensione dei numeri, generando un vantaggio competitivo concreto per le PMI.
– Come strumenti tipici delle grandi aziende stanno diventando più pratici e accessibili anche per realtà di dimensioni molto più ridotte?
Per anni gli strumenti avanzati di gestione finanziaria sono rimasti fuori dalla portata delle PMI per due ragioni principali: costi elevati e complessità d’uso.
Le imprese più piccole non potevano permettersi né gli investimenti infrastrutturali né le risorse umane necessarie per adottarli. Insomma, un mercato enorme è rimasto sostanzialmente non presidiato. Noi abbiamo lavorato su entrambi i fronti. Ma la vera sfida è stata quella dell’usabilità. Un software potente ma difficile da usare non viene usato. o viene usato male.
L’AI semplifica il processo: rende più intuitiva l’interazione, riduce le attività manuali e supporta l’utente con suggerimenti intelligenti. Attività un tempo riservate a un team finance strutturato sono oggi accessibili anche a chi gestisce un’impresa in autonomia, in pochi minuti al giorno.






