Secondo l’indagine Data Center Truths 2026 di BCS in Italia disponibilità energetica e burocrazia, e non la mancanza di domanda, rappresentano attualmente la reale sfida per il mercato interno. L’analisi, che ha coinvolto oltre 3.000 professionisti europei del settore, dimostra come in Italia la capacità di esecuzione sia oggi più critica del semplice impiego di capitali. Sottolinea inoltre come il successo nel nostro Paese sia determinato dalla capacità di gestire disponibilità energetica e iter autorizzativi.
In Europa la domanda di data center rimane robusta
Secondo Data Centre Truths 2026: What it takes to deliver in 2026 il 93% degli operatori prevede una crescita continua nei prossimi 12 mesi, all’AI nell’ultimo anno. Tuttavia, la sfida principale non è più stabilire se il mercato si espanderà, bensì dove e come questa espansione potrà concretamente realizzarsi. La ricerca rivela una crescente divergenza regionale. Disponibilità energetica, carenza di competenze, iter autorizzativi complessi, volatilità della supply chain e preparazione all’IA convergono creando livelli di complessità sempre più elevati all’interno dei singoli progetti.
Cosa sta cambiando nel mercato
James Hart, CEO di BCS Consultancy
Il mercato europeo dei data center non sta rallentando, ma l’offerta sta diventando sempre più frammentata. Per la prima volta, garantire l’energia e ottenere le approvazioni non basta più. Nel 2026, questi elementi rappresentano solo la base di partenza. I vincoli legati a energia, spazio disponibile e densità dei rack continuano a determinare la velocità con cui la domanda di IA può tradursi in infrastruttura operativa.
Luca D’Alleva, Head of Service Italia & Iberia di BCS Consultancy
Il dibattito in Italia è maturato rapidamente. Non si tratta più di chiedersi se ci sia domanda, ma di come soddisfarla. Stiamo assistendo a un mercato sempre più selettivo, dove avranno successo gli operatori capaci di muoversi tempestivamente con strategie di realizzazione credibili e concrete. È un mercato che premia la competenza sul campo.
La mancanza di competenze rimane un problema soprattutto in Italia
Tra i risultati principali dell’indagine:
- l’esecuzione prevale sul capitale. Nel 2026 il mercato italiano sarà caratterizzato dalla prevalenza della capacità di realizzazione sulla mera disponibilità finanziaria.
- La complessità realizzativa costituisce il principale ostacolo. il successo dipende sempre più dalla capacità di gestire disponibilità energetica e iter autorizzativi: Rendendo così indispensabili approcci tempestivi e pragmatici.
- La carenza di competenze rappresenta un rischio concreto per lo sviluppo dei progetti. Fenomeno diffuso in tutta Europa, risulta particolarmente acuto in Italia, dove il focus sull’execution richiede team altamente specializzati. Il 95% degli operatori segnala un’ulteriore contrazione nella disponibilità di figure professionali qualificate.
- La preparazione all’IA rivela un divario crescente. A fronte della domanda trainata dall’IA in rapida accelerazione, solo il 20% dei data center europei risulta attualmente idoneo, con un gap sempre più marcato tra ambizioni e capacità effettiva di implementazione.
Quali i fattori che rallentano lo sviluppo dei data center
Nel focus comparativo con gli altri mercati europei, in Italia, la capacità di execution locale emerge come fattore competitivo determinante. In altri Paesi, dinamiche diverse caratterizzano il rischio di realizzazione. Ad esempio nel Regno Unito lo sblocco delle infrastrutture di rete, nella regione DACH la crescente pressione normativa.
James Hart, CEO di BCS Consultancy
Ciò che emerge con chiarezza è che il rischio legato alla realizzazione non è più astratto. I progetti si concludono, subiscono ritardi o vengono accantonati in base alle concrete capacità operative sul campo. La capacità di orchestrare e sequenziare l’esecuzione è ormai decisiva per determinare chi può accelerare l’ingresso sul mercato.







