Abbattere la barriera della produzione creativa e democratizzare l’accesso a contenuti pubblicitari e all’advertising di alta qualità: è da questa ambizione che nasce Creative Agent, la soluzione di Amazon Ads pensata per trasformare radicalmente il modo in cui brand e agenzie creano le proprie campagne.
“Abbiamo sviluppato Creative Agent partendo da un problema molto concreto: la produzione creativa – spiega Jenny Liu, Senior Product Manager per Generative AI presso Amazon Ads –. “La produzione di contenuti è un’esigenza fondamentale per inserzionisti di ogni dimensione che vogliono distinguersi con il proprio brand e costruire una relazione con i consumatori. Tuttavia, è anche una delle sfide più complesse: richiede molte risorse, tempi lunghi ed è costosa”.
In un contesto in cui le occasioni di contatto con il pubblico continuano a moltiplicarsi, il paradosso evidente è che “molti brand restano esclusi”. Su Amazon, infatti, l’ecosistema pubblicitario comprende video, audio, display e posizionamenti premium come le pubblicità su streaming TV su proprietà quali Prime Video, Twitch e Fire TV.
Amazon rivoluziona l’advertising con l’AI
“Le opportunità di reach si espandono lungo tutto il funnel pubblicitario – aggiunge Jenny Liu –, ma i brand più piccoli non hanno budget sufficienti per accedere a questi formati, mentre quelli più grandi spesso non riescono a scalare le campagne su tutto il portafoglio prodotti né ad aggiornare e sperimentare le creatività con la frequenza desiderata”.
La sfida è stata quindi chiara fin dall’inizio: “Abbattere questa barriera creativa e democratizzare l’accesso a contenuti di alta qualità, permettendo a brand di ogni dimensione, indipendentemente dalle risorse disponibili, di presentarsi con asset coinvolgenti ed efficaci”.

Un partner creativo, non un semplice tool
La risposta si chiama Creative Agent. “È un partner creativo basato su intelligenza artificiale che non si limita a generare immagini o testi, ma concepisce ed esegue l’intero processo creativo di una campagna advertising – afferma Jenny Liu –. Lo abbiamo progettato per funzionare meno come uno strumento tecnico da imparare a usare e più come un direttore creativo con cui collaborare”.
All’interno di Creative Studio, gli inserzionisti possono ora cliccare su “chat” per interagire con un partner conversazionale in grado di condurre ricerche su prodotti e audience, sviluppare idee, elaborare concept creativi in formato storyboard e realizzare annunci video e display di grande impatto
Alla base ci sono gli Amazon Insights e i trilioni di segnali proprietari di prima parte. “Integriamo la conoscenza retail di Amazon direttamente nel processo creativo”, precisa Jenny Liu. L’esperienza è conversazionale: “L’utente descrive in linguaggio naturale i propri obiettivi. Non servono competenze tecniche né conoscenze di prompt engineering”.
Integrato nelle console Amazon Ads, Creative Agent supporta tutti i posizionamenti lungo il funnel. “È possibile sviluppare un unico concept e declinarlo su più formati, mentre il sistema gestisce automaticamente specifiche e requisiti tecnici di ciascun placement”. Il risultato? “Un inserzionista può passare da una pagina bianca a un asset ad alta fedeltà nel giro di un pomeriggio, senza costi aggiuntivi”.
Con Creative Agent, dall’idea allo spot in poche ore
Il flusso di lavoro è pensato per essere guidato ma trasparente.L’utente inserisce l’URL della pagina prodotto Amazon; il sistema recupera automaticamente informazioni su brand e prodotto, comprese immagini, e ne sintetizza i punti chiave. “Creative Agent condivide il proprio processo di ragionamento passo dopo passo – sostiene Jenny Liu –, così l’utente può fornire feedback in ogni fase”.
Nello sviluppo del concept, l’agente utilizza dati come i termini di ricerca più popolari per proporre idee coerenti e rilevanti. “Non partiamo da intuizioni generiche, ma da insight concreti che aumentano la probabilità di performance”.
Quando si passa alla produzione visiva, per esempio per uno spot su streaming TV, il sistema crea uno storyboard con immagini statiche, propone varianti e consente modifiche. “Diamo opzioni a ogni stadio: l’utente può scegliere, chiedere cambiamenti, perfezionare”. Nella fase finale vengono integrati musica, voce fuori campo generata su misura, logo, headline e overlay grafici. “L’utente può poi effettuare le ultime modifiche tramite un editor video e pubblicare direttamente l’asset nella campagna”.

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I risultati: accesso, scala, velocità
L’impatto registrato negli Stati Uniti è significativo. “I grandi brand hanno utilizzato Creative Agent per ampliare la comunicazione oltre i prodotti hero – sottolinea Jenny Liu –, mentre i brand medi e piccoli hanno potuto accedere a opportunità pubblicitarie e di advertising prima irraggiungibili”.
Anche le agenzie creative si sono dimostrate tra gli utenti più attivi. “Per loro significa superare i vincoli di capacità e moltiplicare l’esecuzione delle proprie idee”.
Emblematico il caso di Bird Buddy, azienda specializzata in mangiatoie smart per uccelli. “Non avevano mai realizzato pubblicità video per ragioni di budget – racconta Jenny Liu –. Con Creative Agent hanno prodotto il primo video e lanciato la campagna entro 48 ore”. I risultati: CTR superiore del 300%, quasi il 90% degli ordini provenienti da nuovi clienti e ROAS (Return On AD Spend) in crescita del 121%.
Una glass box, non una black box
Un elemento distintivo riguarda l’architettura stessa dello strumento. “Abbiamo volutamente evitato un sistema black box – spiega Jenny Liu –. Creative Agent è una glass box: è trasparente nel proprio ragionamento, così l’utente mantiene il controllo e può intervenire in ogni fase”.
Durante lo sviluppo sono stati intervistati numerosi inserzionisti. “Alcuni non potevano nemmeno permettersi di produrre contenuti creativi: per loro il valore è stato l’accesso. Altri, pur avendo budget, erano frenati dai tempi lunghi. Anche una semplice modifica poteva richiedere settimane di approvazioni”. Creative Agent, evidenzia Jenny Liu, “riduce drasticamente questi cicli”.

Personalizzazione e approccio agentico
Un altro nodo cruciale è la personalizzazione. “Creative Agent non produce contenuti standardizzati – chiarisce Jenny Liu –. Il processo parte dai dati specifici del brand e del prodotto e ogni asset viene generato in tempo reale sulla base della conversazione con l’utente. Non esistono template predefiniti”.
Dal punto di vista tecnologico, il progetto si inserisce nell’evoluzione dell’intelligenza artificiale. “Se il 2023 e il 2024 sono stati dominati dalla generative AI, focalizzata sulla produzione di singoli output, il 2025 ha visto emergere l’approccio agentico. Qui i modelli non si limitano a generare testo o immagini: ragionano, pianificano ed eseguono. È questa orchestrazione tra reasoning, planning ed execution che rende Creative Agent un partner creativo completo”.
Velocità come vantaggio competitivo
Infine, la questione del time-to-market. “In periodi come le campagne natalizie o le promozioni stagionali, i brand devono promuovere rapidamente prodotti hero in finestre temporali ristrette – osserva Jenny Liu –. La velocità diventa un vantaggio competitivo decisivo”.
Creative Agent consente di sviluppare e lanciare campagne in tempi compatibili con queste esigenze. “Significa poter reagire al mercato quasi in tempo reale, senza sacrificare qualità o coerenza strategica”.
In un ecosistema per advertising sempre più complesso e frammentato, l’obiettivo dichiarato è chiaro: “Mettere la creatività nelle mani di tutti, rendendola accessibile, scalabile e misurabile – conclude Jenny Liu –. Creative Agent non è un semplice generatore, ma un vero compagno di squadra lungo tutto il percorso creativo”.






