Cyber attacchi – Durante il Cyber resilience forum promosso da Richmond Italia è stata ricordata l’importanza di puntare su resilienza e più investimenti su nuove figure aziendali come i cybersecurity analysts. Nel mondo digitale attuale, la criminalità non è più un fenomeno sporadico, ma una minaccia operativa costante. A livello globale si registra in media un attacco cyber ogni 39 secondi, per un totale di circa 2.200 incidenti al giorno. Dato stabile dal 2023 che, tuttavia, si accompagna a un impatto sempre più rilevante. Secondo il Cybersecurity Statistics 2025, nel primo trimestre del 2025 il numero di record violati è aumentato del 186%.
Cyber attacchi – Il fattore umano è la vulnerabilità più sfruttata dai criminali
A rendere il quadro ancora più complesso l’evoluzione delle tecniche di attacco. Secondo il Verizon Data Breach Investigations Report 2025 il 44% delle violazioni coinvolge ransomware, +32% dell’anno precedente. Mentre il 30% degli incidenti è riconducibile a compromissioni attraverso terze parti, dato raddoppiato in un solo anno. Centrale resta infine il fattore umano, responsabile del 60% delle violazioni.
Confermandosi al tempo stesso la vulnerabilità più sfruttata e la prima linea di difesa per le organizzazioni. In questo contesto aumenta la domanda di competenze specializzate. Secondo la University of Phoenix, la richiesta di analisti di cybersecurity crescerà del 29% nei prossimi 10 anni, con un tasso di crescita superiore alla media delle altre professioni. Si tratta di figure fondamentali per affrontare qualsiasi imprevisto con preparazione, assicurando la continuità dei sistemi informatici anche nelle situazioni più critiche.
Anche nella cybersecurity la conoscenza è potere
La prima linea di difesa contro un cyber attacco passa dalla padronanza dei sistemi utilizzati e dall’individuazione delle loro vulnerabilità, in un contesto reso più complesso dall’espansione di cloud e IoT. A questo scenario si affiancano normative sempre più stringenti e modalità sempre diverse di protezione dei dati e di gestione del rischio, rendendo indispensabile una rapida capacità di adattamento.

Sostenibilità e competitività
Jelena Zelenovic Matone, esperta di cybersecurity e tecnologie digitali
La tecnologia è come la dinamite alla fine dell’Ottocento: uno strumento incredibilmente potente. Se usata bene, permette di costruire gallerie, strade e addirittura collegare i continenti; se usata male, può distruggere interi mondi. Il futuro dipenderà dalle decisioni che prendiamo oggi e da come scegliamo di governare questa potenza. Non è quindi la tecnologia in sé a determinare la sicurezza, ma la rapidità con cui chi la usa con intenti malevoli impara a sfruttarla e di converso la rapidità con cui dobbiamo imparare a reagire.
Resilienza come fattore strategico per sostenibilità e competitività
L’evento ha rappresentato un momento di riflessione sul significato più ampio di resilienza in ambito cyber, intesa come capacità delle organizzazioni di affrontare scenari di rischio sempre più complessi e in continua evoluzione. Dal confronto è emersa l’importanza di adottare un approccio strutturato e condiviso, che consente di rafforzare le difese tecnologiche. Ma anche di sviluppare modelli organizzativi e culturali in grado di garantire continuità, adattamento e solidità nel tempo. In questa prospettiva, la resilienza diventa un fattore strategico per la sostenibilità e la competitività delle imprese.
Come affrontare questo cambio di paradigma
Marina Carnevale, events conference director di Richmond Italia
Oggi parlare di cyber resilience significa accettare che le violazioni della cybersicurezza non siano più un’eventualità remota, ma uno scenario concreto con cui le organizzazioni devono fare i conti. La resilienza non è solo prevenzione: è la capacità di anticipare il rischio, assorbire l’impatto di un attacco, reagire in modo rapido e ripristinare operatività, dati e fiducia. Richmond Cyber resilience forum nasce proprio per supportare CISO, CIO e decision maker in questo cambio di paradigma. Offrendo un luogo di confronto qualificato su strategie, tecnologie e governance necessarie a garantire continuità e solidità al business anche in contesti di crisi digitale.
Cyber attacchi – Quale sarà la prossima tendenza?
Il contesto a cui si riferisce il forum dà segnali di forte vitalità. Incrociando i pareri di esperti e partecipanti, sono stati evidenziati 5 fattori destinati a fare tendenza nei prossimi mesi:
- AI nella cybersecurity. Sarà sempre più centrale sia nelle strategie di attacco, attraverso automazione e tecniche adattive, sia nelle difese aziendali. Qui verrà impiegata per migliorare prevenzione, rilevamento e capacità di risposta agli incidenti.
- Zero Trust e identità digitale. Proseguirà l’adozione di architetture basate su verifiche continue dell’identità e dei privilegi di accesso. Obiettivo quello di ridurre la superficie di attacco e aumentare il controllo sugli ambienti IT distribuiti.
- Crittografia e minacce quantistiche. Le organizzazioni inizieranno a prepararsi agli effetti del calcolo quantistico, valutando l’evoluzione degli attuali sistemi di cifratura e rafforzando la propria capacità di adattamento tecnologico.
- Sicurezza di supply chain e governance. La protezione dell’ecosistema di fornitori diventerà sempre più strategica. Il tuto attraverso una maggiore visibilità sulle dipendenze software, l’adozione di Software Bill of Materials (SBOM) e controlli più strutturati lungo la catena di approvvigionamento.
- Normative e compliance. L’evoluzione del quadro regolatorio renderà la cybersecurity un elemento strutturale dei modelli di governance. Questo spingerà le imprese a integrare la gestione del rischio cyber nelle strategie di business e continuità operativa.





