La cybersecurity è sempre più strategica per imprese, PA, enti e Stati: secondo Qualys è indispensabile rinnovare l’approccio generale per una difesa proattiva davvero efficace.
La sicurezza informatica e la security a tutto tondo degli ambienti di business odierni richiede molta più preparazione rispetto al decennio scorso, così come strumenti più “affilati” e potenti, in grado di prevenire attacchi e minacce dal Web e non solo.
La cosiddetta sicurezza proattiva che permette di innalzare sensibilmente la resilienza di infrastrutture e servizi passa necessariamente da un ripensamento globale delle buone pratiche di cybersecurity.
Le imprese devono saper gestire il rischio informatico alla velocità del business, colmando le lacune ancora esistenti allo scopo di eliminare (o minimizzare) il rischio.
Sussistono differenti forme di vulnerabilità che minano la sicurezza delle organizzazioni di ogni dimensione. Si va dal rischio di perdita di dati a quello di non conformità fino ai danni reputazionali e di disponibilità e continuità di servizio. Ognuna di queste eventualità comporta implicazioni che possono minare l’assetto economico-finanziario, manageriale e operativo delle organizzazioni. In questo scenario è fondamentale riuscire a identificare, misurare e rimediare solo ciò che è realmente rilevante.
Nel 2026 la sicurezza informatica entra in una fase di maturazione in cui il rumore – tecnologico, operativo e organizzativo – costringe le aziende a cambiare radicalmente approccio. Come illustra Emilio Turani, Managing Director Qualys Italia, SE Europe, Turchia e Grecia, il settore si trova di fronte a una sfida senza precedenti: trasformare la complessità in priorità azionabile per il business.
Il “Debito di Cybersecurity” e la sfida delle tre T
La trasformazione digitale corre veloce, ma questa velocità ha portato le imprese ad accumulare un pesante “debito di cybersecurity”, ovvero una stratificazione di strumenti e processi non coordinati tra loro. Secondo Turani, nel 2025 i CISO sono stati travolti dalle cosiddette tre T — telemetry, tools, technology — una tempesta di segnali e strumenti che ha reso difficile distinguere ciò che è urgente da ciò che è semplicemente rumoroso. La difficoltà che riscontriamo più spesso nelle aziende è l’incapacità di collegare asset, minacce e rischi al reale valore di business. Senza questa visione, il “debito” cresce, lasciando i team di sicurezza a rincorrere migliaia di vulnerabilità senza sapere quali siano realmente critiche per l’operatività aziendale.

In questo scenario, l’area più sottovalutata del 2026 è la superficie di rischio dell’AI. La corsa all’adozione rischia minare le basi del risk management: cosa possiamo perdere concretamente con l’uso dell’AI e quali segnali ci permetterebbero di capire che la perdita si sta verificando?
Il compito del CISO moderno sarà quindi mappare iniziative, asset, modelli e valore a rischio, dimostrare quale impatto reale stiano producendo gli investimenti, valutare il rischio residuo e capire cosa serve per riportarlo entro la tolleranza aziendale.
IA: Dai proclami ai vantaggi reali per la cybersecurity
L’intelligenza artificiale è l’argomento del momento, ma Qualys la integra nativamente per offrire vantaggi operativi che vanno oltre l’automazione di base. Oggi, il vantaggio reale risiede nel modeling dei percorsi di attacco, che evolve in digital cyber ranges dinamici capaci di alimentare simulazioni continue e scenari “what-if” in tempo reale. L’AI di Qualys abilita un triage intelligente che elimina il superfluo, permettendo ai team di concentrarsi solo su ciò che conta davvero.
Il futuro del lavoro ibrido parte dalla protezione degli ambienti di lavoro moderni, che beneficeranno del coordinamento autonomo tra agenti AI, tramite protocolli che permetteranno di collegare fluidamente gli ecosistemi, garantendo che la sicurezza segua l’utente ovunque si trovi, con una visibilità totale abilitata dall’unico agente Qualys installato sull’endpoint.
Tuttavia, Turani avverte: “L’area più sottovalutata resta la superficie di rischio dell’AI stessa”. Il compito del CISO sarà mappare modelli e asset a rischio per riportare il rischio residuo entro la tolleranza aziendale.
Rendere operazionale la gestione del rischio
L’aumento esponenziale delle minacce ha agito da catalizzatore e ha spinto le organizzazioni a riconoscere il ruolo non più accessorio, ma strategico della cybersecurity e l’importanza della gestione del rischio.
In un mercato in cui le promesse spesso superano i fatti, Qualys ha scelto di puntare sulla trasparenza e sulla dimostrazione pratica, sintetizzate nel modello del proof of concept (Poc). Questa metodologia differenzia l’approccio dell’azienda da molti competitor che, invece, si concentrano prevalentemente sull’hype tecnologico.
L’integrazione, cardine della proposta tecnologica di Qualys, è la risposta diretta alla richiesta degli stakeholder di un ritorno sull’investimento quantificabile. Gran parte delle applicazioni sono sviluppate internamente, garantendo un prodotto “molto integrato”, ha spiegato Turani.
L’approccio è pragmatico e focalizzato sulla misurabilità: gli stakeholder “vogliono verificare e capire sia il valore sia quanto possono risparmiare in termini di riduzione delle risorse, del costo totale di proprietà e di amministrazione”. Qualys si impegna a fornire una reportistica che dimostri come la soluzione non solo aumenti la sicurezza, ma riduca anche il Total cost of ownership (TCO) e l’overhead amministrativo, liberando risorse aziendali.

Risk Operations Center: Perché Qualys è differente
Qualys propone il passaggio al Risk Operations Center (ROC). La nostra proposta si differenzia per tre elementi chiave:
- Agente Unico vs Frammentazione: Molti competitor utilizzano soluzioni composte da strumenti diversi “incollati” tra loro che richiedono più agenti. La Qualys Enterprise TruRisk Platform sfrutta un unico agente per fornire continuamente informazioni su IT, sicurezza e conformità.
- Dalla Reazione alla Misurabilità (TruRisk): Dal modus operandi tradizionale , basato sulle reazioe agli incidenti, Qualys permette di misurare il rischio prima che diventi un problema, mostrando dove un intervento produca il massimo ritorno di investimento (ROI).
- Integrazione Nativa Cloud: Grazie a partnership strategiche, le capacità di Qualys sono integrate nativamente nei principali cloud provider (AWS, Azure, Google, Oracle), garantendo una protezione senza soluzione di continuità che i player tradizionali faticano a replicare.
Assicurazioni e Trasparenza Radicale
Anche il mercato della cyber insurance riflette queste dinamiche, con una previsione di irrigidimento dei premi per il 2026. Chi oggi investe in visibilità e misurabilità avrà maggior margine di trattativa. In questo scenario, Qualys suggerisce una mossa audace: adottare una trasparenza radicale nella gestione degli incidenti. Informare subito gli stakeholder quando emerge un’attività anomala, condividendo indicatori di attacco e ammettendo apertamente ciò che non si sa, genera una fiducia a lungo termine molto superiore a qualsiasi report post-mortem.
In sintesi, il 2026 sarà l’anno in cui la maturità tecnologica incontra la maturità culturale di un ecosistema che inizia finalmente a trattare la fiducia come un asset strategico.





