Potenziali minacce alla sicurezza, HPE Aruba racconta la Gen-N

Solo il 38% degli intervistati dispone di una scelta significativa in merito alla tecnologia adoperata per lavorare.

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Una nuova ricerca di HPE Aruba svela le potenziali minacce legate alla sicurezza associate agli schemi di lavoro ibrido e alle abitudini della ‘Gen-N’.
Oggi, l’85% dei lavoratori ibridi che afferma di identificarsi nei tratti della nuova Gen-N (Generation Novel).

Termine coniato dall’antropologo digitale Brian Solis, Gen-N descrive un gruppo intergenerazionale di persone che prediligono le esperienze di tipo digital-first e che attribuiscono valore a personalizzazione, customizzazione, fiducia e trasparenza da parte dei brand che acquistano, per cui lavorano e che supportano.

Potenziali minacce alla sicurezza

Il 78% degli intervistati afferma di utilizzare la tecnologia più di quanto facesse prima della pandemia e il 75% di essi dichiara di considerarsi ‘digitalmente competente’.
Il 69% del campione sottolinea di avere ben più di un’opinione sulla tecnologia adoperata al lavoro, e il 71% ritiene importante la possibilità di personalizzare la tecnologia utilizzata sul lavoro secondo le proprie preferenze individuali.

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La ricerca ha evidenziato anche i rischi che questa nuova generazione potrà introdurre all’interno del workplace qualora le sue aspettative non trovino risposta. Allo stato attuale, solo il 38% degli intervistati dispone di una scelta significativa in merito alla tecnologia adoperata per lavorare.

I lavoratori interpellati ritengono che, senza la giusta tecnologia, la loro produttività diminuirà (35%) e l’equilibrio tra vita personale e vita professionale non potrà che peggiorare (23%). Le aspettative della Gen-N in merito a un superiore livello di flessibilità e fiducia nelle proprie abilità tecniche espongono inoltre le aziende a una serie di rischi per la sicurezza legati al quando, al dove e al come i dipendenti scelgono di accedere alla rete – con il 50% del campione che afferma, per esempio, di essere oggi maggiormente propenso a risolvere i problemi tecnologici da sé rispetto a prima della pandemia.

Potenziali minacce alla sicurezza – risultati emersi dallo studio:

I lavoratori ibridi hanno un nuovo punto di vista sul ruolo della tecnologia per il workplace:

  • L’80% degli intervistati afferma che la propria azienda deve mantenere policy che promuovano un utilizzo sano della tecnologia.
  • Mentre il 73% ritiene che la tecnologia giochi un ruolo nel favorire un ambiente inclusivo all’interno del nuovo workplace ibrido, il 44% è convinto che questo attualmente non stia accadendo.

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I lavoratori ibridi introducono nuovi rischi nel workplace se le loro esigenze non trovano risposta:

  • Quando si incontra un problema tecnologico sul lavoro, quasi tre quarti (74%) dei lavoratori ibridi si aspettano che venga risolto entro 20 minuti e oltre due quinti (42%) in meno di 10 minuti.
  • Più di metà (55%) degli intervistati ha ammesso di collegarsi a reti pubbliche non protette da password almeno una volta alla settimana, ma solamente un terzo (33%) fa regolarmente caso ai rischi che un tale comportamento presenta.
  • Allo stesso tempo, ben l’82% del campione utilizza i propri dispositivi mobili personali per accedere a informazioni di natura lavorativa.